I SEMI COL TURBO (ETICO)

di PAOLO CARUSO (agronomo) – Una recentissima ricerca coordinata dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e pubblicata sulla rivista “Frontiers in Plant Science”, rileva che la soluzione ai bisogni dei contadini proprietari di piccole aziende, localizzate in aree svantaggiate del pianeta, è quella di unire la genomica con le conoscenze dei coltivatori di sussistenza, ovvero coloro che praticano l’agricoltura per mangiare.

In altre parole: fino ad oggi il miglioramento genetico è rimasto confinato nei laboratori di ricerca, mentre questa nuova metodologia ribalta il paradigma, ovvero vengono utilizzati metodi condivisi e partecipativi, detti di ‘crowd-sourcing’, che valorizzano la diversità delle colture locali.

A prima vista potrebbe sembrare un tema riservato agli addetti ai lavori, ma se consideriamo che sono i piccoli produttori e gli agricoltori a livello familiare che producono la maggior parte del cibo mondiale, che il mercato delle sementi è in mano a pochissimi gruppi multinazionali e che circa l’80% di chi soffre la fame vive in zone rurali (dati FAO), ci rendiamo conto che l’affare riguarda tutti noi.

Considerazione che viene rafforzata dal fatto che secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), un terzo delle malattie cardiovascolari e tumorali è prevenibile grazie a una corretta alimentazione, mentre 600 milioni di persone si ammalano ogni anno, nel Mondo, a causa del cibo non sicuro.

Il miglioramento genetico fino ad oggi ha avuto come obiettivo l’incremento delle rese e il soddisfacimento delle esigenze tecniche delle industrie di trasformazione, tralasciando gli aspetti qualitativi o salutistici, relegati in posizione di assoluta marginalità. Le varietà ottenute dagli ingegneri genetici sono ad alta resa, ma totalmente uniformi, così da non riuscire a esprimere il loro potenziale produttivo nei diversi ambienti pedoclimatici e per farlo, spesso, hanno bisogno di ricorrere all’impiego di notevoli quantità di concimi e antiparassitari di sintesi.

Partendo da questa analisi, alcuni volenterosi stanno cercando di modificare questa tendenza, integrando il miglioramento genetico con le conoscenze e le necessità degli agricoltori per cui le varietà vengono prodotte, anche per chi – soprattutto nei Paesi del Sud del mondo – pratica un’agricoltura di sussistenza.

Infatti i contadini, partendo da un pool di semi denominati miscugli partecipativi di diversa provenienza geografica e genetica, riescono nel corso degli anni a scegliere i genotipi più adatti al loro ambiente pedoclimatico e a valorizzarne la capacità produttiva senza far ricorso a concimi di derivazione chimica. Un approccio che è stato usato con ottimi risultati in Etiopia e che sta trovando proseliti anche nelle nostre zone.

In Sicilia soprattutto, ma anche in altre zone dell’Italia, diversi agricoltori coraggiosi e ricercatori responsabili sono riusciti a creare una rete di produzioni che coltivano miscugli di frumento che trovano il gradimento di un pubblico molto attento agli aspetti qualitativi ed etici.

I benefici non si fermano soltanto agli aspetti agronomici ed economici: la coltivazione di miscugli di semi rappresenta, secondo numerosi studi scientifici già pubblicati, un’efficace strategia per la mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e della desertificazione, fenomeno che sta cominciando ad interessare seriamente le regioni del meridione d’Italia, ma che non è difficile pronosticare si espanderà nel resto del Paese. In risposta al cambiamento climatico, è essenziale fornire ai piccoli agricoltori genotipi di piante che si possano adattare agli eventi estremi, intensificando la loro capacità di resilienza.

L’agricoltura è davanti a sfide epocali: non solo deve fornire cibo per la nutrizione, ma deve assicurarne la qualità per migliorare la nostra salute, deve ridurre le emissioni di gas serra, mantenendo o ripristinando la fertilità del suolo. Soltanto un approccio che tenga conto degli aspetti sociali, economici e ambientali può garantire la continuazione della nostra specie sul pianeta: il miglioramento genetico delle piante riguarda tutti.

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