MINACCIATO DI MORTE PER LA CARBONARA

Se qualcuno crede ancora alla filastrocca che a Natale si è tutti più buoni, farebbe meglio a cambiare idea. Nessuna festività o atmosfera di letizia può modificare la tossicità e l’odio dei tempi moderni.

L’ultimo esempio proviene dal nostro bel paese, e il protagonista – nelle vesti di vittima – è lo storico della gastronomia Luca Cesari.

A Cesari piace tornare indietro nel tempo, spulciando ricettari antichi, vecchie riviste, e raccogliendo informazioni alla fonte da chi cucina o cucinava in casa o in trattoria.

I suoi libri sono tradotti in tantissime lingue e raccontano di un passato che non ricalca l’oggi nel piatto.

Peccato però che, per i gastropuristi, vedere qualcosa di diverso da ciò che è stato servito loro per la prima volta dalla mamma o dalla nonna – nel piattino personale con accanto l’immancabile bicchiere da collezione della nutella – equivale ad un vero e proprio affronto.

Nel suo libro “Storia della pasta in dieci piatti” Cesari aveva, ad esempio, svelato che il primo piatto di pasta della nostra tradizione sono le fettuccine Alfredo. E in tanti, dall’alto della loro cultura culinaria, avevano storto il naso.

Ma c’è chi ha fatto di peggio quando lo storico bolognese, nonchè collaboratore del Gambero Rosso, del Sole 24 Ore e di Dissapore, ha deciso di realizzare un video sulla ricetta della prima carbonara apparsa in Italia: lo ha minacciato di morte.

La ricetta, anziché prevedere l’intoccabile guanciale, uovo e pecorino romano, ha visto al suo interno meno uova rispetto a quella attuale, aglio, pancetta e gruviera. Subito si è scatenato il putiferio e il povero Cesari è stato bersagliato da diversi utenti con insulti come “Cazzaro del Gambero Rosso”, o “vai in galera”, fino a vere e proprie minacce come “muori”. Insomma, la classica pappardella (in questo caso, rigatone) all’italiana, dove esagerazione e idiozia vanno a braccetto.

Nonostante l’abitudine nel leggere e commentare certi disagi da tastiera, è sempre sconcertante toccare con mano quanto la gente sia rancorosa, avida, arrabbiata e infelice. Maschere che i social network hanno contribuito a far crollare. Non oso immaginare la loro reazione quando scopriranno che il pomodoro nasce in Sudamerica, la patata in Cile e il caffè in Etiopia, e che in quei paesi utilizzano nella carbonara la panna al posto dell’uovo. Quando accadrà, fate preparare dei letti al reparto salute mentale.

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