MA QUALI RAZZISTI

di CRISTIANO GATTI – Cari, adorati bempensanti del politicamente corretto h.24, per una volta mettetevi comodi. Rilassatevi. Se gli italiani hanno qualche timore ad entrare nei luoghi cinesi, non è per forza razzismo. Chi odia i cinesi non ha bisogno del Coronavirus per odiarli. Noi invece persone normali, magari solo un po’ fifone, al limite persino ipocondriache, siamo semplicemente allarmate, non sappiamo bene cosa fare, come muoverci. E allora, genericamente, magari in modo anche sgangherato, prendiamo banalissime e infantilissime precauzioni, come quella di di non entrare troppo in contatto con chi puo’ avere legami stretti con la Cina (anche turisti nostri, per esempio). Succede persino tra mamme e figli: quando circola l’influenza, è la mamma per prima a evitare troppi baci, amore mio, non venirmi vicino in questo periodo, non voglio farti ammalare.
D’altra parte, sono le stesse autorità ad aver bloccato tutti i voli da e per la Cina: perchè loro non passano per razziste, con sentenza immediata, senza attenuanti generiche?
A me personalmente i cinesi stanno molto simpatici: in generale, si portano dietro una loro flemma, non sono smodati e invadenti, esprimono davvero una ricchissima cultura millenaria, costruita sulla meditazione, sulla tolleranza, sulla sobrietà.
Mi sono e mi resteranno sempre simpatici, confermo e sottoscrivo, ma anche se non ho mai mangiato cinese e mai mangerò cinese, confesso apertamente che in questo periodo men che meno andrei in luoghi cinesi: certo che magari chi c’è lì non h alcun contatto con i focolai di madrepatria, ma io non posso saperlo. Nel dubbio, prendo una precauzione. Molto primitiva, molto grezza, ma è l’unica che al momento mi venga spontanea. Non per questo però posso accettare la patente di razzismo: se mai, quella di facilmente impressionabile, questa sì, tuttavia fermatevi lì. Non è che ogni volta ci dobbiamo sentire in colpa per crimini odiosi come il razzismo. Il razzismo è una cosa tremendamente seria, non è che possiamo tirarla fuori ogni tre per due, come il golfino quando la sera si rinfresca.
In fin dei conti, nella Bergamasca c’è da tempo in giro una virulenta epidemia di meningite, concentrata nella zona del lago d’Iseo: un sacco di bergamaschi, per evitare rischi, non va più al lago. Allora, vogliamo dire che i bergamaschi sono razzisti con i bergamaschi?

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