LA NOSTRA STUPIDA LIBERTA’ DI TARGA

Nonostante la stampa e la parte avversa cerchino di cavalcare l’onda delle targhe personalizzate nella manovra economica, bisognerebbe dire che nemmeno la Meloni sembra essersi appassionata.

In un futuro imprecisato, sembrerebbe alla soglia del 2028, gli italiani potranno dunque targarsi a piacimento, o quasi, previo esborso ovviamente: 600 euro per le vetture, 360 per le motociclette. Così recita la manovra economica nuova e inedita, previo esborso che è un po’ come sottolineare il pensiero tragicamente liberista che da Berlusconi in avanti ha fatto sterminio di qualsiasi etica possibile e immaginabile: chi può, chi se lo può permettere, faccia quel che gli pare, la targa se la scelga e gli altri che hanno da dire? Sono soldi miei, no?

Appunto, un incontrovertibile misurare i tempi che corrono, che vogliono la rivolta violenta firmata Gucci e Prada, il vero status a cui ambire, lo status senza il quale non sei nessuno.

Va detto e ammesso che la Meloni stessa definisce la rivoluzione delle placche automobilistiche una nota “di colore”, non un grande encomio per un provvedimento governativo, probabilmente una postilla richiesta da qualche intellettuale del centrodestra, uno della Lega mi immagino, perché da quelle parti risiedono i geni indiscussi del pensiero inutile. Ma la mia è solo immaginazione malevola, sia chiaro.

Chiunque sia lo stratega supremo, di fronte ai drammi del mondo intorno e di fronte alle emergenze della sanità, del lavoro, del caro energia, dei lavoratori, quel chiunque ritiene essenziale la libertà di targa e lo sappiamo da sempre, la libertà è tutto, soprattutto la libertà di essere stupidi e fuori dal tempo, da qualsiasi tempo e figuriamoci da questo, così noioso e assillante con tutte queste macerie intorno.

Si diceva, nemmeno la Meloni ci crede, dalle parole e dal tono ci fa capire che lei ne avrebbe fatto volentieri a meno e prova anche un filo di imbarazzo a parlarne. Una concessione quasi balneare, estiva, una sorta di interruzione pubblicitaria a favore del cornetto, algida, prima di tornare alle questioni serie. Lei stessa fa la battuta, qui gli italiani sono certa sapranno sbizzarrirsi, o qualcosa del genere, ma chiunque capisce la seccatura e il fastidio.

Seccatura e fastidio poi gli italiani probabilmente li proveranno ascoltando tutto il resto, ma la Giorgia è concentrata e tiene a darci a intendere che questa cosa delle targhe la dice perché deve dirla, ma ne farebbe volentieri a meno. E infatti liquida tutto in poco più di venti secondi.

Quei venti secondi però cambieranno la storia. Tra un anno e mezzo, facciamo due anni al massimo, potremo leggere fronte-retro sulle nostre auto perle di saggezza inarrivabili, come sa essere inarrivabile il popolo italiano quando annusa aria di sbrago certificato. Lo sbrago certificato che il popolo italiano considera la libertà dovuta e insindacabile.

Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *