Quando Viviana annuncia «Io vado qualche giorno via, tu te la cavi, vero?», sapendo già che non sarà così, io annuisco con la stessa sicurezza di uno che sta per montare un mobile svedese, ma senza istruzioni. Perché quella storia che, quando la moglie è in vacanza, il marito se la spassa, è solo roba da cinepanettone o da film anni Cinquanta, soprattutto quando hai […]
Archivio Categoria: MEMORIE DEL PENSIONATO
Il sabato, per tanti uomini, è un momento di sacrosanto riposo, giorno nel quale vorresti solo rilassarti. Per me, come per molti mariti e fidanzati, si trasforma, spesso, in un incubo. «Andiamo a Milano a vedere qualche vetrina?», propone Viviana: è la frase che ti preannuncia una Via Crucis pagana nella quale, per i mariti, al posto delle stazioni, ci sono i negozi. «Maurizio si […]
Vivere con Viviana è una sorpresa continua. Una sorta di viaggio perenne, ma non uno di quelli comodi, con guida, pullman, vendita di pentole e pranzo incluso. No. È più tipo escape room culinaria, solo che nessuno sa dove sia l’uscita. Nemmeno il cuoco. Perché Viviana, dovete sapere, ha una passione sfrenata: le diete. Non per dimagrire, sia chiaro, perché non ne ha mai avuto […]
Diciamocelo. Uno dei vantaggi di lavorare in un quotidiano nazionale è che, prima o poi, ti becchi un viaggio stampa, dove speri di abbuffarti di prodotti tipici e portare a casa il “premietto”. Una delle mie prime volte coincideva con l’inizio della moda di certi week-end spirituali, anche se non mi era ben chiaro prima della partenza, in quanto sostituii un collega all’ultimo minuto. Poi […]
Da quando sono in pensione è peggiorata una mia dote naturale: dimenticare i nomi delle persone che incontro. Il dramma arriva quando rientro a casa e devo spiegare a Viviana chi ho incontrato. «Ho incontrato…» «Chi?» «Ma sì, dai, quello che… con la bicicletta… che ha la moglie… che ogni tanto lo vediamo al bar… anche all’Esselunga, una volta… coso… quello che l’altra volta, in […]
Un giorno, sono entrato all’Esselunga per comprare due zucchine e sono uscito vittima di una teoria del complotto. Colpa della cassa veloce “solo contanti”. Mi metto in fila e apro il mio portamonete che pesa come un manubrio da 5 kg. Dietro di me, mi guarda in cagnesco una signora con cappello alla Sherlock Holmes, della serie “Annuso carte di credito a metri di distanza”. […]





