Elena è umile, appassionata, meticolosa. Elena è abnegazione, amore, immersione in un’avventura che è una racchetta, una rete, una pallina e mille storie di campioni. Vittorie, sconfitte, leggende, meteore. La capacità di raccontarle senza distinzione, senza classifiche, perché sgorgano dal cuore, pulsioni ed emozioni in un turbinio di estasi pacata. Elena è pignola, ossessiva, precisa nei numeri e in quelle migliaia di statistiche del tennis che creano le favole, i miti, per non ripetere le gesta e le parole. I sospiri e le grida entusiaste.
Non è vero che si è fusa con Paolo Bertolucci: si sono mescolati come in un cocktail che fonde i colori, i sapori, i toni e i modi garbati dei tennisti.
Eppure ho dovuto scendere in campo per difenderli, quando i soliti tastieristi last minute del tennis (i virologi, gli esperti di diritto internazionale, criptovalute, guerra e pace, welfare, economia, energia eccetera eccetera eccetera) si sono scagliati contro il loro amore per Sinner, il rosso altoatesino che evade, si droga, non va alle Olimpiadi, si degna di giocare la Davis, quindi che la Pero e Bertolucci tifino per lui come due telecronisti brasiliani li rende eretici e poco credibili.
Stupidi. Stupidi e gretti. Oggi il tennis italiano assurto nell’Olimpo terrestre rende quelle voci liriche e superbe, narratori di romanzi con protagonisti uomini e donne azzurre, grandi come il volley e più del calcio.
Ma Elena in realtà non ha mai perso la misura: ha chiesto a Paolo che ne dici, che ne pensi. Che deve fare per rientrare in partita. Ha rispettato i ruoli e le competenze in ogni minuto della sua vita, della sua carriera. I miei dialoghi con lei 35 anni fa a Tele+2 erano i più semplici e rapidi, mi bastava ascoltare. Era l’unica di cui non mi sentissi “capo”, ma alunno casomai.
Da tifoso e appassionato di questo sport, mi mancherà come l’aria. Da amante di quel che era il nostro mestiere, di grazia e garbo, competenza, abnegazione, umiltà, mi mancherà anche di più. Ciao Elena Pero, stanotte ho chiamato dentro l’ultima palla che purtroppo era uscita.
