La Meloni può tranquillamente evitare la seduta dell’Onu e sfilare tra i modaioli di Milano, può prendere la bancata dei conti che ci lasciano in castigo tra i somari d’Europa, potrebbe anche dormire tutto il giorno, perchè tanto, là fuori, ha rivali che combattono col cotton fioc, impalpabili ed eterei come brezza al tramonto.
Ma certo, cos’altro si può dire di questo centrosinistra, presunta alternativa che dovrebbe mandarla a casa. Questa brava gente che la sa tanto lunga si sta sempre occupando d’altro. E’ sempre da un’altra parte. Il Campo largo è un campo aperto, senza steccati, partono, si perdono e non tornano mai indietro, al centro, dove serve, dov’è la realtà.
Mentre ciascun italiano sa bene quali siano le emergenze e le priorità del vivere quotidiano (esempi a caso: debito pubblico, benzina, scuola, liste d’attesa sanità, inflazione che si mangia stipendi e pensioni fissi), loro che fanno: sono perennemente fuori sede. In un altrove tutto loro, che capiscono solo loro. Da mesi si azzannano per stabilire chi farà il capo, se-come-quando fare le primarie, come stare con Conte senza starci troppo.
Godono un mondo a spaccare il capello in quattro, a perdersi nei verbosi sofismi, ad avvitarsi nelle discussioni cerebrali sul nulla, tutto fuorchè stare in mezzo alla realtà, sporcandosi le mani (porca miseria, se una pensionata ti dice che ha il terrore ad attraversare il parco, non puoi dire che il tema sicurezza sia uno spauracchio della destra reazionaria). Tutto fuorchè stare nella realtà, guardarla, accettarla, però magari prenderla per le corna, sparare qualche idea veramente diversa che non sia il disco rotto della Meloni che racconta solo bugie. Va bene, l’abbiamo capito, la Meloni fa solo propaganda, ma vorremmo anche sapere che cosa fate e avete intenzione di fare voi.
Nelle ultime ore, questo stanno facendo: si prendono a sberle dentro lo stesso Pd sull’antisemitismo. Per carità, tema di alto livello, nessuno può dire sia una sciocchezza. Ma se diventa solo quello il tema centrale, in mezzo a questo marasma che è la vita quotidiana degli italiani, si finisce per scatenare l’effetto opposto, trasformandolo in una triste seccatura fuori tema. Ma niente da fare: loro stanno sulle barricate dentro lo stesso partito. Recitano le cronache: “Disegno di legge sull’antisemitismo alla Camera, dopo una lunga discussione interna al gruppo parlamentare del Partito Democratico, la segretaria Elly Schlein ha annunciato il voto contrario al testo, se non verranno apportate modifiche sostanziali. L’ala moderata e riformista della sinistra si ritrova invece spaccata rispetto alle segreterie. Esponenti storici del PD come Piero Fassino, Lia Quartapelle e l’ex ministro Graziano Delrio hanno espresso forte amarezza per la scelta del proprio partito, ritenendo un errore non votare a favore della legge e denunciando il rischio di una “radicalizzazione” a sinistra…”. Eccetera eccetera.
Questa come tante altre volte. Come abitudine mentale. Quando serve, quando il gioco si fa duro, quando le urgenze incombono, il centrosinistra è sempre da un’altra parte, a occuparsi d’altro. Ovviamente di più alto e di più nobile, come no, perchè non se ne parla neppure di buttare a mare lo sciccoso complesso di superiorità. La cosa più divertente è che però continuano a parlare di ritorno tra la gente, senza chiedersi come si fa a tornare tra la gente girando così alla larga. Presi dal loro birignao, sono sempre più percepiti come perennemente fuori dal mondo. Però a quanto pare si sentono molto strategici e padroni della situazione, ogni rilievo è considerato macchinazione meloniana. Contenti loro, contenti quasi tutti. Sicuramente, contentissima la Meloni: con questi avversari, può puntare a battere anche Putin nel record di durata.
