Buona la prima. Per Van Bommel. Non proprio, per niente direi, per Mancini, già distratto alla vigilia dalle voci inglesi che lo vedono coinvolto nello scandalo del Manchester City, colpevole di sole 114 violazioni fiscali e regolamentari.
Era nervoso e inquadrato più volte, il cittì si è sfogato con un paio di cxxxi rivolti ai suoi che non seguivano le indicazioni.
Ha vinto il Belgio che ha qualità e calciatori freschi, veloci e di tecnica sopraffina, Godts e Lukebakio che hanno anche segnato i due gol. Ha perso l’Italia che non ha leader, non ha gioco, come non lo aveva con i predecessori dell’ex allenatore saudita, squadra di volontari e volenterosi, roba piccola di Tonali e Barella sovrastati, pensate un po’, dal diversamente giovane De Bruyne, Donnarumma ha salvato la faccia con tre parate decisive, perché altrimenti il risultato sarebbe stato mortificante.
Segnalo i fischi del gentile pubblico romano all’inno belga, non so se scatteranno i diecimila euro di multa come per la ciurma juventina, altri insulti e insulti a Lukaku, fischi a Barella, il nostro meraviglioso pubblico si fa riconoscere dovunque e comunque.
Riassunto: l’Italia del presente non ha futuro anche perché non ha un passato, Esposito giace ad ogni contrasto, Kean è l’unico reattivo, note di margine per il debuttante Romano, il resto della comitiva non sollecita e non solletica. Verranno giorni migliori, lunedì ci rifaremo a Istanbul contro la Turchia di Montella che le ha buscate dalla Francia. Coraggio, il meglio è passato.
