Jannik Sinner esce inaspettatamente e drammaticamente dal tempio parigino dei terraioli, il Roland Garros, Jannik Sinner è come fosse lì ancora sulla terra rossa a fare il suo pugnetto. Lui ha sempre un impatto, anche quando non c’è.
La pattuglia dei tre tennisti italiani che va ai quarti fa notizia perché è storica, la prima volta in assoluto in un torneo del Grande Slam. Cobolli, Berrettini e Arnaldi, in ordine di apparizione, lottano come leoni e segnano un proprio exploit personale. Il primo conferma di essere una seria promessa azzurra col suo gioco bello da vedere, il secondo è un vero redivivo (nonostante tutti i suoi numerosi acciacchi recenti), trentenne amato da tutti i tifosi per la sua generosità e attaccamento alla maglia, il terzo è il silenzioso outsider ligure che non molla mai e batte concorrenti meglio piazzati di lui in classifica con maratone infinite al quinto set. E pensare che manca Musetti, il nostro numero due, e la rivelazione Darderi, che aveva impressionato parecchio poco tempo fa a Roma. Potevano essere addirittura sei italiani, ovviamente con il divino Jannik, a comporre una sorta di valanga rossa in terra francese.
Ma torniamo al punto. L’impatto del barone rosso. Ci ricordiamo l’ultima Olimpiade a Parigi del 2024, intrisa di strascichi polemici per la discussa assenza del nostro alfiere numero uno? Chi ci porta comunque in alto con una medaglia di bronzo storica? Lorenzo Musetti, la sua riserva eccellente. E cosa dire della Coppa Davis di Bologna 2025? Il Nostro non partecipa (non c’è nemmeno Musetti) e noi la vinciamo lo stesso, guarda caso con i primi due della lista di cui sopra, che ci fanno emozionare prima col Belgio e poi con la Spagna in finale. L’Italtennis fa passi da gigante e si impone come potenza mondiale. Adesso siamo uno squadrone. Non dimentichiamoci anche del doppio Vavassori-Bolelli, una sicurezza che ci invidiano in molti. In questi giorni è il turno del Roland Garros. In sua (forzata e sfortunata) assenza, si liberano tutti gli altri talenti italiani presenti con prestazioni eccezionali, al di là probabilmente delle loro capacità attuali. Da rimanere a bocca aperta.
Tre indizi fanno sicuramente una prova. Coincidenza astrale, fortuna, bravura, fame di vittoria, spirito di emulazione? Un po’di tutto forse, ma la prova è che il movimento tennistico italiano maschile e femminile è ormai diventato una realtà e poco conta interrogarci sul perché stanno accadendo certe cose. Dico solo che lo spazio mediatico e di merito va decisamente allargato a più sportivi e non relegato come è oggi a piccoli trafiletti, come fossero fatti isolati. Potremo essere meno Jannik-centrici nel futuro e contare di più sul gruppo, anche se lui rimane al momento irraggiungibile e, sia ben chiaro, teniamocelo così a lungo.
Abbiamo solo piacevolmente scoperto che è inutile montare e vivere drammi sportivi quando il nostro numero uno s’imbatte in impedimenti fisici e perde una partita, oppure debba risolvere problemi di calendari che si sovrappongono: ormai abbiamo un’ampia scelta di grandi giocatori su cui fare affidamento e scatenare il nostro tifo, senza provare né frustrazione né rammarico.
