AUSTRIA, PER UNA VOLTA GLI OFFESI SIAMO NOI

di CRISTIANO GATTI – Noi italiani possiamo – dobbiamo – accettare tutto, dai sedicenti partner europei. Anche se siamo permalosi, anche se molti di noi reagiscono con impennate di sgangherato orgoglio, mai e poi mai potremo negare che l’Italia è il paese di tante mafie, il paese di un debito pubblico spaziale, il paese che fatica a stare dentro i patti liberamente sottoscritti.

Però basta questo. Fermiamoci qui. Prendiamoci la nostra parte a testa bassa e proviamo a migliorare. Il resto, il di più, il gratuito, possiamo e dobbiamo rispedirlo al mittente, con tanto di giusta e legittima offesa. Non è scritto in nessun patto europeo che sbagliamo sempre noi, non è che gli offesi debbano sempre essere gli altri e noi invece sempre chiusi nella parte dei peccatori.

Da poco ho appena ascoltato il premier austriaco Sebastian Kurz pronunciare parole di soddisfazione per aver riaperto i confini con la Germania, con la Francia e con chi altri ha voglia lui. Tra questi non c’è l’Italia. A offendere non è tanto il provvedimento in sè, che discrimina e provoca danni corposi sul nostro già flagellato turismo. A offendere sul serio, pesantemente, è la giustificazione che allega: “In Austria, in Germania e in altri Paesi stiamo uscendo dalla crisi. In Italia, purtroppo, no: la pandemia non è ancora sotto controllo”.

Così, senza nemmeno provare un minimo di imbarazzo e di vergogna (domanda: ma un austriaco è capace di imbarazzo e di vergogna?). Noi saremmo ancora fuori controllo, loro avrebbero già risolto tutto, umiliando il Covid-19 senza nemmeno impiegare i carrarmati.

Allora, caro Kurz: noi siamo italiani, con le mafie e con il debito pubblico, ma non siamo trogloditi. Nessuno di noi ha più l’anello al naso. Per cui: se vuoi aprire le porte di casa a chi vuoi tu, esercitando il tuo libero arbitrio, in base a simpatie, calcoli, convenienze, procedi pure. Però vedi di non raccontare frottole, e soprattutto di non calunniare. Dai dati pubblici risulta che la pandemia in Germania sia in sinistra risalita. E che in Italia sia in lenta discesa. Questo dicono i fatti. Questa è la realtà.

Dunque: o ti hanno informato male, oppure sei in pesante malafede. Io propenderei per la due. Il che mi conferma che a questo mondo nessuno è perfetto. Nemmeno gli austriaci. Noi abbiamo le mafie e il debito pubblico, gli austriaci hanno un premier bugiardo.

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Un commento su “AUSTRIA, PER UNA VOLTA GLI OFFESI SIAMO NOI

  1. carlo canciani il said:

    Concordo col post nello specifico, tuttavia credo che il punto fondamentale risieda nella difficile sopportazione che da sempre -a livello macro- purtroppo affligge e distingue il cosiddetto “ceppo nordico” dal ceppo cosiddetto ” ceppo latino”. A supporto della mia tesi, l’esperienza personale di aver soggiornato negli ultimi anni x diverso tempo nella profonda Inghilterra ( che con Londra nn c’entra praticamente niente, quest’ultima è 1 big enclave autoctona ). Infatti, nn a caso, la maggioranza di questi sono pro-brexit, senza capire che così facendo si stanno definitivamente interrando…Pazienza, ognuno ha i suoi problemi…

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