ZAMPARINI SE NE VA PORTANDOSI VIA IL SUO PALLONE

Stavolta se ne è andato davvero. Mille volte aveva annunciato il ritiro, basta con questo football che mi ha tolto la vita oltre ai denari. Maurizio Zamparini ha chiuso a ottant’anni la sua avventura picaresca, spiegata da quella voce di ruggine fastidiosa, quasi aggressiva, quando non gli davi retta ti mandava dove potevi prevedere e denunciava complotti e strillava contro i potenti per poi giacere con loro nella stessa alcova.

Friulano di scorza dura e di lingua feroce, ebbe idee veloci spesso inquinate dal carattere ribelle. Maurizio aveva cominciato a morire in ottobre, quando da Londra era arrivata la notizia che suo figlio Armandino, all’età bellissima di ventidue anni, era stato trovato con gli occhi chiusi, il respiro spento, il cuore fermo, nella casa londinese. Per un genitore padre non può esistere spiegazione, mai, di quel filo forte che si rompe tragicamente. Zamparini, già afflitto, provò a proseguire una esistenza ormai diversa, senza riuscirci un giorno solo.

Nella sua vita di gloria fece affari miliardari nei supermercati che portavano le sue iniziali Emmezeta ed erano, a pensarci bene, il luogo migliore per raggrumare gente e offrire loro la qualunque, un metodo che, mutuato nel calcio, gli permise di costruire il Venezia per abbandonarlo in una notte e viaggiare al sud, dalla parte opposta, Palermo, e qui trovare tartufi bianchi, Cavani, Dybala, Toni, cito a memoria.

L’isola di Pirandello era il luogo ideale, uno, nessuno centomila, Maurizio Zamparini sapeva essere presidente, allenatore, tifoso, se avesse potuto anche arbitro e fischietto, guardalinee e bandierina, infine pallone. Liquidò più dipendenti lui, alla voce allenatori, di qualunque altro sodale, ma con una dignità quasi esclusiva: li pagò tutti, sempre, tenendo fede all’impegno di contratto, ecco perché in molti tornavano una, due anche tre volte in quel sito siculo, Zampa pagava il dovuto.

L’epoca sua appartiene davvero a un passato già antichissimo, oggi tra fondi americani, sceicchi, prestiti in comode rate, uno che tiri fuori i soldi di tasca propria è in via di estinzione. Prevedo lacrime di quel mondo codardo che fino a stanotte si era dimenticato di lui. Presumo anche che Maurizio, dal suo silenzio, sia ancora capace di metterli tutti alla porta.

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