Col futuro una Nazione deve sempre fare i conti. La nostra ha un ostacolo in più all’orizzonte, perché oltre all’impegno di prendersi cura dei propri cittadini con gli occhi rivolti a quel che sarà, possibilmente determinandolo, dovrà avere a che fare anche con il Futuro Nazionale, quello con la effe e la enne maiuscole, quello di Vannacci il generale.
È un impegno tra i tanti, intendiamoci. Di per sé il Futuro Nazionale non pare una cosa seria, nonostante l’impegno e lo spremer di meningi per farci avere la trilogia del destino, un documento ufficiale, ufficialissimo, denominato “B.I.P. – Base Ideologica e Programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro (2027-2037)”.
Da pochi giorni è stata resa pubblica la seconda parte, che come la prima contiene esattamente quel che ci si aspetta: un rigoroso, sano ritorno al passato, quello più plumbeo e rigido, quello con le colonne squadrate, marmo a volontà, geometrie essenziali e limpida noncuranza dei tempi che corrono.
Sarebbe a dire “patriarcato mediterraneo, volto alla sottolineatura delle specificità e alla formazione di maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società», poi remigrazione, meno tasse e più figli, abolizione del reato di femminicidio, niente Green Deal, niente diritti estesi per omosessuali, niente aborto e fine vita e altro ancora.
Insomma, niente sorprese. Coerenza tutta di un pezzo, con almeno un paio di giocate di alta classe, che tuttavia difficilmente potrei definire inaspettate.
La prima è programmatica, il “voto plurimo”. Sarebbe a dire la disposizione di assegnare ai genitori schede elettorali aggiuntive in rappresentanza dei figli minorenni. Tutto quanto secondo il numero dei figli, voti divisi tra padre e madre (ma più al padre…? Nda), per dare maggiore rappresentanza ai minorenni e dare più peso elettorale alle famiglie, e che vuol dire chi lo sa. A quel paese l’idea che il raggiungimento della maggiore età sia un traguardo anche per l’espressione del proprio pensiero in termini di voto. Servono una certa intraprendenza e un certo stile per una proposta simile. Suggerisco a mia volta la patente doppia e tripla e a questo punto anche doppia e tripla punibilità per eventuali reati dei figli. Quest’ultima proposta un po’ troppo seria, ammetto.
La seconda suona come un refuso, ma temo non lo sia. Un altro punto del Futuro nazionale riguarda la conoscenza della lingua italiana, livello C1 almeno, dicono loro, una competenza avanzata della lingua che permetta di comunicare in modo fluido, efficace e spontaneo in ogni contesto. Ora, nella seconda parte della trilogia, a un certo punto si legge, testuali parole: “….. criminali di strada colti in fragranza e poi denunciati a piede libero…”. Proprio così, in fragranza, come il pane e la pizza.
Tutto questo per il rigore, l’integerrima condotta, la disciplina e la rilettura sistematica del testo programmatico. Rilettura che avranno fatto in molti, moltissimi. O no?
Fu così che l’evidenza fu scambiata col profumo, la presenza con l’essenza. Ci vuole del genio, devo ammettere. Alla faccia del C1 e del B.I.P. del correttore che nessuno deve aver sentito.
Nel frattempo, un poco di rossore sulle gote, qualcuno ha provveduto a emendare il testo, ma la frittata era ormai fatta.
Se il Futuro Nazionale sia cosa poi più seria di quel che pare, sta un po’ a noi deciderlo, quando si tratterà di votare. Consapevoli che nel caso poco seri lo saremo anche noi.
