SPILLI TRA NORMALITA’ E FOLLIA

di PAOLO ALIATA (direttore centri disabilità e psichiatria) – Per cominciare vorrei proporre alcuni spilli sul confine tra normalità e follia. Magari uno per ogni giorno della settimana.

1 e 2, lanciati con naturalezza  dai nostri utenti:

Pierino (nome di fantasia) dopo aver partecipato suo malgrado ad una scena isterica di un operatore che, dopo aver sbottato per un’inezia, lascia la struttura sbattendo la porta, guarda la caposervizio e con fare sbigottito dice: “Ma questi sono pazzi!!!”.

Paolino (nome di fantasia) in una delle sue ormai quotidiane telefonate ad un suo conoscente chiede “Scusami, ma io ormai sono guarito: sono diventato normale. Quando posso lasciare la comunità?”.

3, uno spillo “statistico-matematico”:

Il concetto di normalità ha anche un’origine statistica. Normale è il comportamento assunto dalla maggior parte delle persone. Non è quindi un come, ma è un quanto. Una persona che parla e capisce solo l’inglese è “anormale” a Parigi, ma normalissimo a Londra. Ma quando parla dice cose diverse? Quindi, se siamo in tanti a essere o a comportarci nello stesso modo siamo normali. Se invece siamo in pochi, siamo anormali. In un mondo di persone affette da autismo, gli anormali saremmo noi, oggi affetti da normalità. Questione di numeri.

4, uno spillo mio, quando elaboro le mie teorie:

Il confine tra normalità e follia è davvero labile. Un po’ come quello tra realtà e fantasia, con la realtà che molto spesso va oltre la fantasia. A volte penso che sia solo questione di capacità o di destrezza nostra nel nascondere le nostre “anormalità” per rimanere normali. Se siamo bravi a tenere, nascondere o a non essere scoperti e svelati siamo apparentemente al di qua del confine, quindi normali, per lo meno agli occhi degli altri, altri che possiamo scegliere noi. Ad alcuni concediamo questo privilegio o segreto, ad altri facciamo continuare a credere come se nulla fosse.

5, qui uno spillo “autistico”:

Una volta, durante un pranzo,  dissi a Marco, ventenne con autismo, di mettere il limone sulla bistecca: Marco prese la metà limone che era sul tavolo e la mise a contatto della bistecca. Chi ha ragione? Questione di sguardi.

6 e 7, gli ultimi due spilli sono di persone che sul famoso confine hanno vissuto, regalando vita con le loro canzoni e le loro poesie:

Vasco Rossi quando canta “La vita è un equilibrio sopra la follia”. E Alda Merini quando scrive “Ognuno è amico della sua patologia”.

Spero di avervi punto. Benevolmente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.