SOS POLLASTRI

In questi giorni la Danimarca ha annunciato l’intenzione di vietare i polli da allevamento intensivo, attraverso il ministro per il Benessere degli animali, Christian Rabjerg Madsen, dopo che un’ampia coalizione di 9 partiti – tra cui i 4 del governo, che spaziano dalla sinistra radicale alla destra liberale e conservatrice – si era espressa a favore di questa misura. La conservatrice danese Mai Mercado propone di vietare anche i polli da carne a crescita accelerata importati. Tra i politici che portano avanti la questione da anni c’è Carl Valentin, deputato del Partito Popolare Socialista Danese. Ha fatto dei polli da carne a crescita accelerata una delle sue battaglie politiche e il valdostano Sébastien Poulin, autore del post su LinkedIn sulla vicenda dei polli danesi, l’ha intervistato per il suo prossimo libro.

Secondo Poulin, “la decisione del governo è arrivata all’indomani della messa in onda, da parte dell’emittente televisiva danese TV2, di un’inchiesta girata in uno dei più grandi allevamenti di polli del Paese dove si vedono volatili cui sono concesse solo 3 ore di buio al giorno (mentre la legge ne impone almeno il doppio), per spingerli a mangiare di più e raggiungere ancora più rapidamente il peso di macellazione. Il ministro ha reagito parlando di maltrattamenti e violazioni”.

Le dimensioni di un pollo sono cresciute del 364% negli ultimi 50 anni: si è partiti dal peso medio di un chilo scarso (905g) nel 1957 per passare a 4,2kg nel 2005.

Molte altre chicche dei coccodé nordeuropei ha regalato Poulin. Per esempio, la Norvegia ha annunciato di voler abbandonare la varietà Ross 308 (la varietà di pollo da carne più utilizzata in Europa) entro la fine del 2027, mentre la Danimarca ha sorpreso tutti sostituendo il proprio Ministero dell’Agricoltura con un Ministero della Natura e del Benessere animale: “La sofferenza animale si era affermata nei mesi precedenti come uno dei temi principali della campagna elettorale, soprattutto per quanto riguarda i suini, di cui la Danimarca è tra i principali produttori ed esportatori. Le ONG per la tutela degli animali hanno continuato a lanciare l’allarme sulle sofferenze subite dai polli da carne, la cui genetica è ottimizzata per una crescita rapida e un elevato rendimento in carne. La settimana scorsa, Anima International ha pubblicato la sua classifica dei supermercati danesi in base ai progressi compiuti in materia, rivelando che le varietà a crescita più lenta rappresentano già dal 40 al 45% dei polli venduti nella grande distribuzione”.

In attesa di una normativa europea, consola il ritorno a un cibo più scarno ma più sano. Tornando alle loro dimensioni originarie, per di più, sarà più facile distinguere i nuovi-vecchi polli animali dai soliti polli umani. Sarà solo il cervello a restare simile.

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