Yamamoto Isoroku fu uno dei più interessanti strateghi del XX secolo: comandava la flotta combinata nipponica che attaccò Pearl Harbour e costruì quella formidabile arma d’attacco che vedeva la cooperazione stretta tra aviazione e marina. Eppure, anche un genio navale come Yamamoto dovette battersi contro avidità e stupidità umana: difetti che abbondano tra i politici e tra i militari. Contro la sua lungimirante idea di guerra aeronavale, si schierò la cosiddetta “cricca delle corazzate”: visione retrograda e fame di immensi guadagni animavano questi misoneisti, che preferivano le gigantesche navi da battaglia della classe Yamato alle assai più incisive (e meno costose) portaerei d’attacco.
Questo, solo per dire che, nell’arte militare, accade spesso di incrociare veri e propri imbecilli, arraffoni, teste dure e così via. Ma parliamo di Donald Trump e della sua vocazione alla sparacchiata: anche nel campo delle armi navali, il nostro fanfarone multitasking ha voluto dire la sua. E, ovviamente, ha detto un’immane fesseria, com’è nei suoi costumi, che, ormai, abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Guardando le nuove, colossali, portaerei della classe Ford, deve aver pensato: orpo, ma queste non assomigliano granchè a come deve essere una portaerei coi fiocchi! Troppo lungo il ponte di volo, troppo arretrata la torre: non è così che si fanno le portaerei!
Naturalmente, le principali fonti su cui il Nostro basa le sue conclusioni sono sempre le stesse: fumetti e vecchi film. E’ come se Donnie avesse interrotto la sua fase d’apprendimento intorno ai dodici anni e, da lì, si sia limitato a ripetere sempre gli stessi apoftegmi, basati sulle sue impressioni di adolescente. Tenete presente che un adolescente americano vale, più o meno, come un bambino europeo che, dalla materna, passi all’asilo: ecco, il presidente degli Stati Uniti ha, grossomodo, gli input razionali di un dodicenne americano. Pericolosetta come situazione, lo ammetterete.
Comunque, Trump ha visto la silhouette delle navi classe Ford, di cui la prima ed eponima è già in servizio, un’altra quasi e la terza è in cantiere, e ha deciso che era meglio prima. Ovviamente, qualcuno avrà cercato di spiegargli che l’arretramento della torre non è stato determinato da un ritocchino al design, ma da precise esigenze tecniche: ma vacci tu a discutere, con un dodicenne infatuato per le portaerei di “Tora Tora Tora!”. Dunque Trump vorrebbe che si apportassero le modifiche che gli sono frullate per la mente: a quei poveracci di ammiragli dev’essere venuto il mal di stomaco.
A parte la suprema idiozia del voler modificare un progetto studiato ed elaborato da decine di supertecnici, nel corso di decenni di lavoro, sull’altare di una propria, stupidissima, idea di come sia fatta una nave da guerra, la modifica trumpiana verrebbe a costare miliardi e miliardi di dollari. E questo in nome di che cosa, se non delle elucubrazioni di un signore rimasto alla fase prepuberale? Ma ci rendiamo conto di chi ha in tasca la chiavetta per cancellare di un botto l’umanità?
Ora, se gli Usa metteranno davvero in pratica i suggerimenti di Donaldino Fasotutomi, davvero non saprei dire: sta di fatto che, ogni volta che apre bocca, questo signore, millantatore e narciso, ci fa scoppiare a ridere. O, meglio, ci farebbe scoppiare a ridere, se non fosse l’uomo più potente del globo. Certo, sono affari della Marina americana e, da qua, possiamo anche permetterci di sfottere lo staff presidenziale, coperto di nastrini e decorazioni che nemmeno il generale Figliuolo in favor di telecamere, prono ai comandi di questo sagace adolescente invecchiato male.
Ma sono anche affari nostri: quando qualche nostro politico comincerà a dire che le nostre FREMM non assomigliano alle classe Littorio, proponendo radicali modifiche, ci renderemo conto di quanto l’America influenzi le nostre scelte. Anche se, per la verità, potevamo anche accorgercene prima. Chissà perché tendiamo ad imitare sempre gli idioti e mai i geni!
