SE ADESSO E’ LA MELONI A SPIEGARCI QUANT’E’ CAFONE TRUMP

Tutta la politica italiana è imbronciata e accigliata, maggioranza e pure la minoranza per una volta in coro, vergogna Trump, non si tratta così il presidente del consiglio italiano. Con il solito politichese goffo e impacciato, definiscono “inaccettabili” le parole del presidente americano, anche se a noi gente comune viene da dire che sono semplicemente parole da vero bifolco. “La Meloni mi ha implorato di fare una foto con lei, ho accettato perchè mi ha fatto pena”: mai raggiunti in nessun vertice ufficiale simili livelli di bullismo coatto.

Adeguandoci ai toni felpati e pudibondi del politichese, comunque allineiamoci e definiamo “inaccettabili” simili atteggiamenti da cowboy, tradotto in questo caso bovaro.

Una volta espressa tutta la giusta solidarietà alla premier, va però subito aggiunto che altrettanto inaccettabile è che adesso sia lei a spiegarci quant’è cafone il suo amico Donald. C’è un limite a tutto. Una quota parte di italiani lo sta dicendo da anni – sì, il tempo vola, ormai sono anni di trumpismo becero -, ma proprio dalla premier e dalla sua corte sono sempre arrivate lezioni di bon ton internazionale, istruzioni per l’uso (bisogna saperlo prendere, con me è una bella gioia), per non dire di vere e proprie censure, basta con i pregiudizi antitrumpiani, basta con questa puzza sotto al naso, siete chiaramente dei comunisti.

Signora premier, faccia il piacere. Inutile che adesso s’inventi il faccino offeso dicendo “non capisco perchè Trump faccia così con gli alleati e gli amici”. Se non capisce, poteva chiedere. In tanti l’avremmo aiutata a vedere un egocentrico arrogante e prepotente, solipsista e megalomane, narcisista e zoticone: in fondo, bastava guardare senza paraocchi.

Non vorremmo mai che aprisse gli occhi solo adesso perchè alla fine ha trattato lei come una pezza da piedi, umiliandola davanti al mondo, usando peraltro gli stessi modi e gli stessi toni che ha usato mille altre volte con tanti altri, soprattutto alleati, soprattutto amici.

Non sta bene, se funziona così: quando insulta gli altri, va capito e va giustificato. Quando colpisce duro in casa nostra, allora improvvisamente il potere italiano pianta il muso e spiega a tutti quanti quant’è brutale Trump.

Giorgia, fattene una ragione. Risparmiati la fatica di spiegarci Trump. Arrivi dopo la banda. Conoscevamo Trump prima di te. Bastava guardarlo. Ad ogni buon conto, benvenuta tra gli italiani a schiena dritta, pochi o tanti che siano. Però che ritardo.

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