RICHIUDERE SUBITO LA MOVIDA

di CRISTIANO GATTI – Le immagini della nuova movida raccontano un’Italia davvero unita. Da Padova a Palermo, passando per Milano e Napoli, giovani accatastati come veri incoscienti, alla faccia del distanziamento, della prudenza, dei decreti governativi. Prima ancora, della responsabilità e del civismo.

Abbiamo letto e ascoltato commenti spaventosi quanto le immagini. “Questi ragazzi hanno liberato la grande voglia di vita e di normalità che covavano da mesi”. Sbagliando, viene riconosciuto: ma con quali attenuanti. Povere gioie, hanno talmente sofferto che adesso è normale vederli un po’ sopra le righe.

Per risolvere il problema, la soluzione: servono più controlli. E come no: polizia e carabinieri hanno talmente poco da lavorare che è il minimo sbatterli in mezzo alla movida, fino all’alba, tenendo separate e distanti queste inestricabili greggi di bestie ubriache. Qualcuno suggerisce di affidare il compito ai gestori del locali, che è come chiedere alla faina di tenere a bada il pollaio: meno alcol vendono, i gestori, meno guadagnano. E poi chi glielo fa fare di rischiare lo botte.

E allora diciamolo senza timori di passare per crudeli e disumani: il solo modo per risolvere l’allarme movida è richiuderla subito. Come le discoteche, che nemmeno hanno riaperto. Qui non stiamo parlando, come facciamo da anni, di un problema che riguarda il vuoto e il disagio giovanile. Questa è una questione di vita e di morte per tutti quanti. E siccome non è pensabile che possano arrivarci da soli, responsabilmente, dei ragazzi completamente fuori controllo, ubriachi fradici dopo le dieci di sera (a Padova ne hanno dovuto arrestare uno), resta aperta una sola strada: la chiusura. In emergenza servono provvedimenti di emergenza. E se non è un’emergenza questa, dicano allora i comitati tecnico-scientifici che cos’è un’emergenza.

Per comprendere quanto pericolosa possa essere la movida, di questi tempi, basta sapere che genere di umanità la frequenta dopo la mezzanotte. Noi genitori borghesi pensiamo ai nostri bravi figli per bene che si prendono un chinotto facendo quattro chiacchiere con i bravi amici, ma là in mezzo alla mischia è tutto un altro mondo, popolato da gente alterata, che della mascherina e dei guanti non ha più nemmeno un nebbioso ricordo.

Non tocca a loro, tocca a noi fermare tutto. Per il bene loro e per il bene nostro. Anche a costo di sentirci bollare come vecchi. Alle volte, essere vecchi è un enorme vantaggio.

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