QUELLI CHE LA STAMPA E’ LIBERA DI RACCONTARLA COME DICO IO

“Il giornale non esiste più. Le autorità russe e i servizi segreti russi hanno costretto la redazione a cessare le attività”.

Dalla Russia arriva la conferma della definitiva chiusura del giornale “Novaya Gazeta”, uno degli ultimi tentativi di informazione libera e non filogovernativa. Non è una notizia sorprendente e non arriva inaspettata. Da qualche anno il giornale che fu di Anna Politkovskaya era nel mirino di Putin e dopo progressive limitazioni è giunto il momento dei titoli di coda. Dal 9 novembre “Novaya Gazeta” non esisterà più, l’ennesimo episodio coercitivo nei confronti della libertà di informazione in Russia e che giustifica ulteriormente il 172° posto al mondo nella classifica dedicata.

Altrove, in Serbia ad esempio, l’informazione sembra stare meglio, da qualche giorno almeno, da quando un gruppo di giornalisti del canale RTV ha pubblicamente chiesto scusa e fatto mea culpa per il pessimo servizio offerto negli ultimi anni. Anni di servilismo e compiacenza nei confronti del governo Vucic, attraverso reticenze, notizie false, autocensura nel fornire informazione e nell’interloquire con gli uomini del potere.

L’ammenda arriva tardi, al cambio della guardia decretato dalle ultime elezioni, ma non era scontata e in fondo, ovunque nel mondo, chi avrebbe ammesso a chiare lettere e apertamente i propri sbagli e il tradimento della deontologia? Ammenda di comodo, qualcuno sospetterà, ma rimane il fatto che un conto è spostare progressivamente le proprie posizioni, rendere più equilibrato il proprio mandato, altro è promuovere una spontanea ammissione non richiesta.

E poi, ci siamo noi, l’Italia, e da noi c’è lui: Salvini. Il posto occupato dall’Italia nella classifica dedicata alla libertà di stampa è il 56° e visto il diktat del vicepremier durante il Congresso dell Lega del 25 ottobre, non pare sorprendente occupare una posizione così defilata.

“Ho chiesto io agli organizzatori di lasciare i giornalisti al piano di sotto, per non inquinare delegati e militanti che non meritano di essere circondati da certa gente, che non è qua per raccontare la Lega. Anche oggi alcuni giornalisti servi stanno scrivendo cazzate”.

Evidentemente, la Lega va raccontata come decide la Lega e non come un libero giornalista ritiene opportuno raccontarla. Evidentemente, la Lega va raccontata come decide Salvini, le cui simpatie per Putin e per l’ex presidente serbo Vucic sono notorie, non a caso.

Come si vede, conviene sempre dare un’occhiata al cortile di casa propria, prima che ad altri. Anche per la libertà di stampa e di informazione.

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