Non se ne può più di chi strilla contro il matrimonio di Jeff Bezos in laguna. Ci mancava anche l’associazione partigiani che si mette in gondola, esternazioni più demagogiche di così non si potevano nemmeno immaginare nel peggiore degli incubi. Saltano fuori dalle calli assolate sostenitori di ogni categoria, basta che sia “anti” qualcuno o qualcosa, possiamo creare il nuovo neologismo “antiqualcosismo”?
“No space for Bezos” potrebbe essere il nome di un nascente partito, invece è il mantra sbandierato dagli irriducibili oppositori all’invasione festaiola a stelle e strisce. In questo caso è il demone americano, il terzo uomo più ricco del pianeta, l’inventore di Amazon, il killer dei negozi tradizionali, reo di venire a divertirsi in Italia, di organizzare un party con 250 persone (non 2.500), i cui proventi verranno offerti proprio a salvaguardia di Venezia. Qualcuno dirà subito “furbo l’americano, una mossa per arruffianarsi i locali “, però tu buttali via quei soldi.
A parte che l’elenco dei VIP venuti a Venezia per eventi personali è lungo come il Po e nessuno mai si è sollevato prima d’ora, a parte che 250 persone sono niente rispetto alle manifestazioni organizzate nella città dei dogi, a parte che qualcuno dice che dietro a questo can can ci siano i classici giochi politici italiani (in questo caso contro il sindaco), vorrei unirmi a quei commenti illuminati di chi ancora non si fa prendere dalla facile demagogia.
Parliamo per una volta di over tourism vero, di sfruttamento feroce della città, di proliferazione di gadget-negozi low cost, di grande rischio per la conservazione delle bellezze artistiche, di quello che un singolo turista può fare ogni singolo giorno in termini di maleducazione e devastazione. Chiunque vada a Venezia può assistere a spettacoli pietosi in ogni parte della città. Gente che si rinfresca nelle fontane, che bivacca nei luoghi sacri, che lascia rifiuti come fossero sostanze radioattive, che usa il telefonino quando non si può, che schiamazza negli angoli più riservati, insomma una totale mancanza di rispetto che sta corrodendo giornalmente un grande patrimonio dell’umanità. Altro che Bezos: questo viene, fa la sua festa, lascia dei soldi e se ne va, scommetto pure che farà di tutto per non impattare negativamente e per fare bella figura.
Qui parliamo delle masse incivili che invadono le calli senza regole, l’unica cosa che l’amministrazione pubblica è stata capace di fare è imporre una tassa d’ingresso: bravi, un’idea originalissima, ancora gabelle di stampo medievale. Londra ha introdotto il pedaggio per il centro nel lontanissimo 2003, svegliatevi veneziani. Ci vuole qualcosa di molto più creativo ed efficace, ma per arrivarci è necessario troppo pensiero, impegno e tenacia per i politici attuali. Dov’eravate quando il fenomeno si è ingrossato ed è andato fuori controllo? Non eravate per caso conniventi con i commercianti che si sono arricchiti in modo facile e veloce?
Per rimediare, provate a formare delle task force o ingaggiate dei consulenti per farvi venire qualche idea, non possiamo assistere alla morte per asfissia delle nostre più belle città. Non riguarda solo Venezia, pensiamo a Roma, Firenze, Napoli. Magari il governo potrebbe istituire una “cabina di regia” per questo piccolissimo problema? Ah già, ma la ministra incaricata è in tutt’altre faccende affaccendata, un sacco di processi, la cessione del Twiga, credo che non abbia il tempo, e poi lei chiamerebbe subito Briatore per farsi consigliare come vendere il globo di neve con San Marco dentro firmato, in edizione limitata a 100 euro, o per organizzare servizi gondola-limousine al posto dei vaporetti.
Mi appello al “benaltrismo”, altro che Bezos, ma che abbia un senso positivo, mirato, efficace e che ispiri progetti veri per gestire i grandi flussi di turismo, un tema scottante per l’economia e la reputazione del Belpaese. Oltre che Bello, sarebbe ora che cominciasse ad essere Bravo nell’accogliere i visitatori, valorizzando le sue straordinarie bellezze naturali e artistiche, senza pensare solo a spennarli e a mettere in cassaforte il bottino.
