PERO’ CHE PENA IL GARCIA CORE DE ROMA

di TONY DAMASCELLI – Rudi José Garcia non è affatto parente del sergente nemico di Zorro, ma ci siamo quasi per la scena di quando cantava, il sergente, serenate completamente ubriaco.

Infatti Garcia, allenatore francese dell’Olympique Lyonnais, si è fatto riconoscere, in conferenza stampa Uefa, per avere inneggiato alla vittoria, e questo ci sta pure, ma rivolgendo la propria goduria non al popolo francese, bensì a quello romano e romanista, strillando goffamente “Ragazzi, ce l’abbiamo fatta”, muovendo i pugni nell’aria fetida di Torino stadium.

Bella roba, un gesto di grande stile, un classico cocoricò che se la tira al centro dell’aia mentre starnazzano le oche del campidoglio. In verità, per i deboli di memoria, segnalo che lo stesso omonimo del sergente fu premiato con il “Tor Vergata-Etica dello Sport”, organizzato dall’Università degli studi di Roma, per correttezza, lealtà e impegno sociale e lotta al doping.

Garcia ha eliminato la Juventus e capisco che l’effetto viagra lo abbia portato all’esternazione di cui sopra, ma a Lione non l’hanno presa molto bien, si aspettavano un inno alla gioia e invece si sono ritrovati un nostalgico de Roma, la capitalona in cui Garcia aveva trovato l’amore clandestino e poi pubblico con una affascinante giornalista.

Dovrei prevedere, per il prossimo turno di Champions league, che al termine di Manchester City-Lione, in caso di vittoria degli angloarabi, il loro allenatore Pep Guardiola, ora nell’orbita bianconera, festeggerà così: “Ragazzi juventini, vi ho vendicato!”.

E’ il bullo delle diretta, ma Garcia va capito, tiene famiglia, Roma gli è rimasta nel cuore, ha scritto un libro dal titolo originalissimo, “Tous les chemins mènent à Rome”. Se va a Torino lo menano e basta.

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