Una volta si pensava che per mettere al mondo e crescere un figlio servissero due persone. Oggi, invece, una certa narrazione pseudo-emancipata tutta al femminile ci racconta che, durante il parto, il padre non sia altro che un peso morto.
Tutto nasce durante questi Mondiali di calcio 2026. L’attaccante del Belgio e del Manchester City, Jérémy Doku, decide di fare un gesto tanto normale quanto profondamente umano: chiede il permesso di lasciare momentaneamente il ritiro della nazionale per correre in ospedale e assistere alla nascita del suo primo figlio.
Una scelta che fino a qualche anno fa avremmo considerato bellissima e ammirevole, ma la società non è più quella qualche anno fa: adesso in tanti si fanno trascinare dalla rabbia repressa, dalla propria infelicità e dalle proprie frustrazioni, che spesso riversano su chi è felice.
Infatti in Francia è scoppiato il delirio sull’argomento. Durante una trasmissione su L’Équipe TV, la conduttrice France Pierron ha deciso di criticare il calciatore con una delicatezza commovente:
“La possibilità di partecipare a un Mondiale è una gioia incredibile. Ci sono centinaia di giocatori che farebbero carte false per stare al tuo posto e potrebbe non capitarti mai più. E tu lasci tutto questo per andare ad assistere alla nascita di tuo figlio, che è un momento disgustoso, scusatemi, in cui il papà non serve a niente”.
In soldoni, se un uomo molla tutto per stringere la mano alla compagna e veder nascere la propria creatura, diventa un ingenuo che va a fare la comparsa in un momento (disgustoso!) in cui “non serve a nulla”.
Eppure sappiamo bene che se Doku avesse deciso di restare a giocare al Mondiale, ignorando la nascita del figlio, le stesse identiche persone lo avrebbero etichettato come il solito maschio insensibile, egoista e con pochi neuroni, focalizzato unicamente sulla carriera. La verità, caro uomo, è che qualsiasi cosa tu faccia, sbagli a prescindere.
Per fortuna in studio era presente anche l’ex campione olimpico di pugilato Brahim Asloum, che ha provato a riportare un briciolo di buonsenso:
“La nascita di un figlio è il momento più importante nella vita di una coppia”. Un intervento sacrosanto, che tuttavia non ha placato il cinismo della Pierron.
Un modo di pensare, il suo, che si spaccia ipocritamente per moderno e che riduce la figura paterna ad un bancomat ambulante, un soggetto che deve solo produrre reddito, vincere trofei e non avere sentimenti. A questo punto, se l’apporto emotivo di un padre vale zero, tanto vale fare i figli in laboratorio, così ci risparmiamo queste polemiche surreali.
Tanti auguri a Jérémy Doku e a tutti i neo-papà. Mi raccomando, la prossima volta restate fuori dalla porta: a quanto pare, là dentro, date solo fastidio.
