NON CONFONDIAMOCI, L’AUTISMO NON E’ UN DONO

Forse oggi è il 2 aprile, o forse era ieri o sarà domani, non fa differenza. Per chi è autistico e per chi ha cura delle persone autistiche è sempre il 2 aprile, nemmeno il caso di dirlo. Per queste persone non c’è alcun rischio di smarrire la propria consapevolezza dell’autismo.

Per tutti gli altri è una delle tante giornate dedicate. Vien da pensare anzi che non vi sia più una casella libera nel calendario, anche se non è proprio così, qualche posto ancora libero c’è, si facciano avanti i pretendenti. Non sembra nemmeno così difficile ottenerne uno, di posto libero, dalla pizza alla risata, dalla neve alla Nutella, dalla migrazione dei pesci agli UFO, dallo squash alla televisione, dall’orgasmo all’autismo, tutto e tutti, o quasi, possono vantare la loro bella giornata mondiale.

Ecco, l’autismo si diceva. Il 2 aprile servirebbe a rendere consapevoli, a ricordare che l’autismo c’è ed è importante conoscerlo e riconoscerlo, è importante sapere quali accortezze usare e quali stupidaggini evitare, perché solo se lo conosci eviti le stupidaggini.

Eppure non basta. Il 2 aprile è uno spot che può essere bellissimo, utilissimo oppure stridente o patetico, a seconda dei casi, ma certo non basta e in certi casi offre un’immagine fuorviante, vuoi perché vuol quasi farci credere che l’autismo sia un dono, laddove invece per la maggior parte delle persone è una schifosissima condanna, vuoi perché spesso la parte più indigesta e verista del racconto non viene narrata.

Un po’ come avviene con tanta cinematografia o narrativa fiction dedicata all’argomento. Non mancano esempi contrari, ma non arriva mai abbastanza il lato più crudo, davvero crudo della faccenda, quello violento e aggressivo, quello delle frustrazioni infinite, quello della difficoltà di comunicare che diventa disperazione. Quello dei trattamenti farmacologici sempre in bilico. Quello delle serate nelle quali rimpiangi il tempo passato al lavoro, quello delle vite cancellate e inimmaginabili. Quello della depressione.

Quindi bene il 2 aprile, bene le celebrazioni e bene tutte le meravigliose iniziative. Vedremo tanti bellissimi filmati, ascolteremo tanti racconti commoventi, tutto molto bello, sinceramente. E grazie cari amici autistici, vi voglio così bene, imparo così tanto da voi, mi fate così divertire e mi sfidate a tal punto da far uscire forse il meglio di me stesso, ma sicuramente non di rado anche il peggio. Di tanto siete capaci.

Grazie cari amici autistici, però voglio confessare una cosa a voi e alle vostre famiglie: se con uno schiocco di dita potessi cancellare il vostro autismo, lo farei. Ora, subito.

E manderei così volentieri a quel paese questo maledetto 2 aprile.

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