METAL DETECTOR PER LE TESTE DI METALLO

di TONY DAMASCELLI – Due squadre, Torino e Bologna, sono in ritiro punitivo. E’ roba dell’altro secolo ma rilanciata dopo ultime scoppole umilianti. Che cosa significhi costringere i calciatori a restare in albergo o centro sportivo fino a mercoledì, prossimo impegno in calendario, nessuno lo sa. Anche perché, rispetto alla belle époque, oggi i cosiddetti puniti godono di camera singola, ristorante alla carta, videogiochi, cellulari, dispositivi che li tengono in contatto con chi vogliono loro acca ventiquattro, nel senso di giorno e notte.

Un tempo era clausura, un televisore per tutti, sala biliardo, giochi di carte, menù aziendale ed è subito pera, tentativi notturni di evasione in camporella o di intrusione di giovani donne, settimana lunghissima prima del ritorno a riveder le stelle.

Allora sì, c’era una spiegazione, c’era un significato, ritiro vero e proprio, lockdown, distanziamento sociale ai massimi, telefono a gettoni. Ma oggi? Che roba è? Che significa tenere venti, venticinque calciatori dentro un centro sportivo per due, tre giorni, con tutti i benefit e gli optional a disposizione, anzi liberati dal peso di spupazzare il neonato frignante o di andare e venire dalla dimora al campo di allenamento?

Sono altri i provvedimenti da adottare e porto un esempio che ho colto al volo durante la partita del Torino contro l’Udinese. Giampaolo ha inserito Sasa Lukic al rientro, dopo l’intervallo, con il Toro che era sotto di due gol. In quel momento Belotti aveva chiesto all’arbitro di poter radunare i sodali a centrocampo, per scuotere il gruppo. Già questo quadretto risultava singolare, ma la richiesta del capitano granata non si è realizzata subito perché il suddetto Lukic ha perso due, tre minuti per togliersi dal polso un prezioso braccialetto, non regolamentare.

Qualcuno dovrà spiegare, a Giampaolo e a Cairo, che tipo di testa e di coinvolgimento abbia un professionista che va in campo munito di ninnoli e gioiellame vario, ma questo è il calcio moderno, questo è il football che piace alla gente che non c’è nemmeno più negli stadi.

Suggerirei l’utilizzo di un metal detector alla fine del tunnel, prima dell’ingresso in campo. L’avvisatore acustico potrebbe entrare in funzione, non soltanto per gioielli e orologi, ma soprattutto per segnalare teste non del tutto regolari.

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