IN MEMORIA DI SUOR ASSUNTA, UNA VERA SMART WOMAN

di ELEONORA BALLISTA – Di suor Maria Assunta Porcu, la religiosa morta a 63 anni, investita a Milano da un’automobile che viaggiava sulla corsia dei tram, non c’è una foto recente.

I principali quotidiani e i siti internet che riportano la notizia rimandano la stessa immagine: quella di una ragazza bruna, minuta, coi capelli corti e lo sguardo felice che, con un gran sorriso, abbraccia un bambino di colore.

In quella foto, “Mari”, come la chiamava chi la conosceva, e forse anche le consorelle della congregazione delle Piccole Apostole di Gesù di cui faceva parte, era probabilmente in Burundi, durante la sua missione in Africa, negli anni ‘80, in sostegno delle comunità locali. Chissà chi l’aveva scattata. E ora che è morta è l’unico ritratto che tutti abbiamo di lei.

Eppure Maria Assunta era attivissima anche adesso nella sua missione di sostegno ai bisognosi: aveva scelto di vivere a Quarto Oggiaro, periferia di Milano, e quando è stata investita era in bicicletta, e stava portando, come ogni sera, un pasto caldo a un senzatetto.

E faceva tutto in silenzio, senza clamori, senza telecamere, senza immagini. Ma con la concretezza dei fatti. In questa stagione fertilissima di nuovi eroi, tantissimi veri e qualcuno improvvisato sul momento scopo telecamere, lei ci sta a pieno titolo. Anche se porta il velo, anche se il velo ultimamente sembra quasi una colpa.

Lei, la suorina, “faceva” in silenzio, tutti i giorni, e chi la conosceva (e da lei riceveva anche), adesso piange un cuore grande.

Per quanto ci si sforzi, non si vede giustizia in queste tragiche casualità, ma ho come la sensazione che lei, proprio lei, Maria Assunta Porcu, non sarebbe d’accordo con me.

Lei che era certamente benedetta dal dono della fede, quella che talvolta vacilla in chi è religioso e che invece può comparire improvvisamente in chi, non credente, abbia perso un familiare portato via dal COVID, direbbe che c’è un disegno più alto che sfugge al nostro piccolo sguardo umano e al quale bisogna affidarsi, soltanto affidarsi.

Di fronte a storie come questa, in un istante, scompare tutto: la frenesia pre-natalizia, le diatribe di governo su quando e come aprire o chiudere negozi e attività, il “problema” di cosa cucinare il giorno di Natale.

E scompaiono anche queste considerazioni, fatalmente.

Chi ogni giorno si impegna per gli altri forse, anzi di sicuro, ha poco tempo per stare a pontificare su cosa è giusto o non è giusto fare. Chi si impegna fa, senza dirlo a nessuno. Proprio come faceva suor Maria Assunta.

In questo Natale diverso da sempre, un pensiero va a lei, ormai in pace, e a tutti quelli come lei che ogni giorno fanno, in silenzio, la loro parte a sostegno di chi ha più bisogno. Dopo tutto, suor Maria Assunta se ne va come una vera, autentica, modernissima smart woman.

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