MA QUALE MACHO DA VENTENNIO, VANNACCI E’ UN TRIATLETA DA RIDERE

È la politica muscolare di Vannacci, il triathlon identitario del generale: per il “Corriere” trattasi di un triathlon futurista. Vannacci corre, nuota e pedala e, tutto questo, per la stragrande maggioranza degli analisti politici è inquietante. Lo vedono in bicicletta, lo osservano correre a piedi o, ancor peggio, nuotare, e parte con pavloviano richiamo ancestrale la supercazzola del feticcio del Ventennio, di Sua Eccellenza che nuotava, mieteva e non pedalava, se non il minimo necessario. Con il ciclismo non ha mai avuto una vera predilezione, un po’ perché Gino Bartali il Pio a Sua Eccellenza stava sull’anima, un po’ perché quella maglia rosa era da femminucce e proprio non gli andava.

Se poi Vannacci si permette di dire in sequenza: «Mens sana in corpore sano», «Lo sport è salute. La salute è vita e chi è in salute pesa di meno sul Servizio Sanitario Nazionale ed è psicologicamente più stabile», non ci siamo proprio. Se poi osa affondare il colpo gridando al mondo, neanche fosse in una piazza di Roma e non sulla ciclabile di Sanremo, «Le mie figlie fanno sport, così la sera se ne vanno a dormire anziché uscire e non incontrano “maranza”», allora la misura è colma.

Questo è machismo da Ventennio! Questa è l’esaltazione del maschio alfa! Poco importa che abbia detto delle ovvietà, che tutti da sempre pensano e dicono. Basterebbe andare da Silvia Salis, sindaca di Genova, che di sport se ne intende, visto che è stata atleta di primo livello nel lancio del peso e anche vice-presidente vicario del CONI. Fatevi spiegare dalla Salis se lo sport non fa bene, se i ragazzi che scelgono di fare sport evitano le cattive compagnie. Provate a farle delle domande in merito e sentirete cosa vi risponderà.

Invece no: Vannacci può dire che la terra è tonda e, in quanto Vannacci, va attaccato, con argomentazioni prive di argomenti. Sarebbe bastato sottolineare che il generale ha sì pedalato, ma con bicicletta assistita, percorrendo solo 20 km. Sarebbe bastato sottolineare che a piedi ha corso per soli 15 minuti, sì e no tre chilometri scarsi. Nuoto? 600 metri. Spero senza pinne. Insomma, ma di che parliamo? Tutta scena, altro che triathlon. C’è poco da vantarsi.

Se il Duce tornasse sulla terra ancora una volta, grazie allo stupendo Massimo Popolizio, anche lui si scandalizzerebbe: ma questo è una mammoletta! Ma chi si crede di essere? Io i fossi li ho fatti costruire non per bonificare, ma per saltarli per lungo!

La vera notizia è un’altra: a Sanremo il generale ha dato appuntamento ai suoi con un flashmob social, al quale hanno risposto meno di 20 persone. Questo è il dato politico! Questo andrebbe analizzato e valorizzato per bene. Forse il suo elettorato è più anziano di quanto si possa pensare: i giovani hanno altro a cui pensare e, al mattino dopo aver fatto i “maranza”, dormono. I più attempati si alzano di buon mattino per andare in bicicletta, ma statene pur certi: loro percorrono molti più chilometri del generale. E senza ricorrere alla pedalata assistita.

Pubblicità

2 pensieri su “MA QUALE MACHO DA VENTENNIO, VANNACCI E’ UN TRIATLETA DA RIDERE

  1. Raffaele Babini dice:

    Non ci sono parole per giudicarlo in negativo . Si sente un dio disturbato dalla realtà. Non affronta i problemi e le esigenze di un paese democratico ma vuole carpire i nostalgici . Soggetto discutibile per uno che ha giurato alla repubblica e portato la divisa con poco onore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *