MA E’ PIU’ DISABILE L’AUTISTICO O IL CONTROLLORE CHE LO MULTA SUL BUS?

Si tratta senz’altro di una notizia minore, ma forse merita di essere raccontata, perché sul tema del rispetto delle disabilità tanto è stato fatto, ma tantissimo resta ancora da fare. E poi, le conquiste civili non sono mai definitive, ma vanno difese  anche dopo il loro conseguimento.

La vicenda è semplice e dolorosa: un ragazzo di 19 anni, affetto da patologia rientrante nello spettro autistico, è stato multato a Grosseto perché non aveva obliterato il biglietto dell’autobus. Quello che il controllore non sapeva era quanto fosse importante per il ragazzo quel percorso in corriera. Era, infatti, la prima volta, che G. riusciva a superare le proprie paure e sceglieva di fare il percorso da solo. Si trattava di una scelta concordata con gli operatori che lo seguono, reputata un successo nel suo percorso di autonomia. Anche la famiglia approva e la nonna lo segue in auto, a sua insaputa, per verificare che tutto proceda bene.

Da quanto raccontato, pare che anche secondo l’autista il ragazzo avrebbe obliterato il biglietto, ma evidentemente in modo maldestro. Fatto sta che il controllore gli impone la multa di 60 euro e di scendere dal bus alla prima fermata.

Il ragazzo non ha saputo dare una spiegazione chiara, probabilmente si è intimorito. Secondo i familiari, la sua patologia è purtroppo evidente e sarebbe bastato poco per risolvere l’equivoco, un po’ di attenzione in più, qualche minuto per comprendere meglio la situazione. Il fatto positivo è che il ragazzo, sceso dall’autobus, ha proseguito a piedi ed è riuscito a raggiungere la sua destinazione, con un percorso pedonale più lungo del previsto, ma riconoscendo le strade.

Purtroppo, però, tornato a casa, ha dichiarato alla madre: “Io non prenderò mai più l’autobus da solo.”

Nonostante sia riuscito a raggiungere il luogo d’arrivo da solo, l’esperienza fortifica la sua paura del mondo e la dolorosa percezione che esso sia inaccessibile per lui. Infatti, per la madre, il problema non sono i 60 euro di multa, ovviamente già pagati, quanto il rischio che l’esperienza si tramuti in un brusco rallentamento del percorso di autonomia del ragazzo.

L’insegnamento è che tutto, quando è in eccesso, si può rivelare sbagliato. Il controllore, che in teoria ha fatto il suo dovere, per eccesso di zelo o per sbagliata lettura del contesto, ha sicuramente commesso un errore molto grave, della cui portata non si è reso minimamente conto.

L’invito a tutti è di essere semplicemente più attenti quando ci rapportiamo agli altri. Possiamo fare del male anche senza rendercene conto. Non si chiede pietà o assistenza, solo un po’ di sensibilità in più.

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