“Ma quali influencer! Quali star, quali vip, quali famosi…! Niente sederi, niente tette, tatuaggi, corna: gli scienziati, i nostri scienziati!”.
Il messaggio è forte, fortissimo. Rivoluzionario. Arriva da un Paese che le democrazie occidentali non possono considerare né esempio, né modello sotto molti aspetti di vita e cultura, la Cina, che però di rivoluzioni se ne intende e meno di altri ha faticato imboccando questa direzione: vip, più o meno famosi o celebrità varie, li esibiscono e se li coccolano anche loro, ma di sicuro tette, sederi, corna e soprattutto influencer non se ne vedono molti in giro per i media orientali. In generale, non solo se si parla di pubblicità.
Insomma, ecco milioni di cinesi in giro per lo Shandon, un centro commerciale di Shanxian, la città di Heze, farsi selfie vicino alle gigantografie di Qian Xuesen (sviluppo del programma aerospaziale), Tu Youyou (premio Nobel per la medicina grazie ai suoi studi sulla malaria), Yuan Longpin (ricerche sul riso ibrido e miglioramento della produzione alimentare cinese). Eccellenze indigene, eccellenze per definizione.

La moda si è diffusa e adesso queste celebrità sconosciute compaiono anche ad Anhui, Henan, nella Mongolia interna e in molte altre città, come racconta Alicanthe in un post molto dettagliato su LinkedIn.
Non accalcatevi nell’invocare che Fedez, la sua ex Ferragni, la nonna di Gerry Scotti, George Clooney che esalta il caffè italiano, Brad Pitt tra Enrico Papi e Francesco Totti, la Ferilli sui divani, vengano immediatamente rimpiazzati da Erri De Luca, Andrea Camilleri, Elena Ferrante, Aldo Pietro Maggioni, Silvia Angeletti, ma soprattutto Amalia Ercoli Finzi. È solo una speranza (lungi dalla rivoluzione cinese…) quella di liberarci di una Littizzetto o di un Bonolis. Magari ce li tolgono dai megascreen, ma resterebbero dietro l’angolo.
Nessun problema: nei decenni siamo rimbalzati da Manzoni a De Crescenzo fino a Fabio Volo, ormai ci abbiamo fatto il callo. Non parlo di pubblicità, ma di letteratura.
P.S. Vi vedo, siete su Google a chiedere chi sono Erri De Luca, Andrea Camilleri, Elena Ferrante, Aldo Pietro Maggioni, Silvia Angeletti, ma soprattutto Amalia Ercoli Finzi.
