Quanto è bella e civile la Svizzera. Così pulita, ordinata, verde, ricca, prosperosa, così lontana dalle baruffe planetarie, così neutrale. Poi un fatale giorno arrivano l’incendio e le vittime di Crans Montana e all’improvviso scopriamo che anche al di là delle Alpi hanno polvere, magagne e marciume nascosti sotto i tappeti.
Non che ce ne fosse bisogno, perché da sempre anche in quei ventisei cantoni si muore, si uccide, si ruba e anche in quei ventisei cantoni ci si dedica a pratiche che in genere la Svizzera stessa attribuisce all’incivile e disordinata Italia. Non è mai una buona pratica procedere per luoghi comuni, ma se è vero che la finanza e le banche, i soldi in definitiva, sono due coccarde per le quali gli elvetici vanno fieri, inevitabilmente anche le cattive abitudini del guadagno facile trovano ospitalità in quel via vai di valuta e in quel via vai di turisti, di ricconi, di aziende, di arrampicatori e via dicendo.
Uno almeno si immagina che così sia, perché è difficile credere che tanto splendore di facciata non nasconda qua e là cattive coscienze. Per via della tragedia che tutti conosciamo, Crans Montana ci ha rivelato che anche in Svizzera è facile trovare incuria, raccomandazioni, mazzette, cattiva amministrazione. Da quelle parti sono probabilmente solo più bravi a nascondere tutto il marcio possibile, fin che disastro non sopraggiunga. Di quelle parti, contrariamente a quello che si poteva pensare, forse arriva un’immagine edulcorata e ordinata, forse arriva un’immagine di correttezza e signorilità, ma evidentemente così non è.
Conferma bieca e spietata, alle famiglie delle persone curate negli ospedali svizzeri dopo il rogo del Constellation arriva ora la beffa cinica e meschina del conto da pagare.
Un conto salato e pari al risarcimento offerto alle vittime, ma non è questo il punto. Una tragedia causata anche dall’imperdonabile modus operandi dell’amministrazione pubblica e una tragedia per la quale il cantone vallese, ma vorrei dire la Svizzera intera, dovrebbe avere la signorilità di risparmiare ulteriori umiliazioni a chi è rimasto coinvolto.
Si dirà che l’ospedale fa la sua parte e non c’entra, si dirà che le famiglie non pagheranno alla fine, si dirà che il governo sistemerà tutto, dopo aver preannunciato che non verrà sborsato un quattrino da nessuno.
Rimane la richiesta e il fatto che sia pervenuta alle famiglie. Rimane un’occasione persa per mostrare umanità ed eleganza, di fronte a una tale tragedia, ma evidentemente e a conferma di quel che si diceva, tocca dare il benvenuto alla Svizzera nel club dei rozzi incivili.
Club del quale probabilmente faceva già parte, come tutti gli altri, ma ancora non aveva ricevuto la tessera.
