AL CALCIO MANCAVA SOLO IL ROCCHIGATE: RADIOGRAFIA DI UNO SFACELO

Sta a vedere che. Il designatore accusato di frode sportiva è roba pesantissima, peggiore dei fatti del duemila e sei, detti malamente Calciopoli (sarebbe la città del calcio, che cacchio significhi nessuno lo sa). Peggiori della stessa tangentopoli perché qui trattasi di colui il quale, Rocchi intendo, designava, uso il tempo imperfetto perché si è già dimesso, gli arbitri di ogni partita, scegliendo non il migliore ma quello più adatto alla bisogna, se c’era di mezzo l’Inter, questo dicono i piemme, allora il colpo era perfetto.

Sta di fatto che il calcio va davvero a escort e non soltanto nelle discoteche, alberghi e luoghi di ristoro. Il calcio italiano vive l’annus horribilis che apparteneva, dal 1992, a sua maestà Elisabetta II regina. Nazionale fuori dal Mondiale, Gravina via dal giro ma un minuto dopo già pronto a sputare contro governo, sistema, vicini di casa; molto loquaci i candidati al seggio, figure datate e manager di moda, propaganda di giornaloni a tirare la volata a questo o all’altro, calciatori condannati per stupro di gruppo (Manolo Portanova) però, per la Corte di Appello federale, ancora a disposizione per le partite fino a sentenza della Cassazione, altri coinvolti nelle serata di godimento con versamento del dovuto, altri ancora pronti a segnalare il fuori gioco, loro non hanno mai frequentato quei locali e quelle generose femmine, società sull’orlo del fallimento, presenza massiccia di stranieri di dubbio censo e, infine, questa storiaccia dell’arbitro capo supremo che sbircia il lavoro dei lavoratori tristi di Lissone, il Varage per utilizzare neologismi che piacciono un sacco, partite pilotate, il drone umano che guida le decisioni dell’arbitro in campo.

Ci sarebbe da chiamare le forze dell’ordine e di portare tutti al gabbio. Di solito, quando scoppia un casino nel football nostrano, i fogli sportivi titolano “Cosa rischia la Juventus?”, l’interrogativo a prescindere deriva dal duemila e sei, ora la protagonista sembra essere la Nemica, quella dura e pura, l’Inter dunque, ma siamo in fase di indagine, di sospetto, di insinuazione, di illazione.

Prevedo allora che gli stessi fogli tireranno fuori la macchina del fango utilizzata a giorni e squadre alterne. Qui si fa il calcio o si muore. Non c’è Garibaldi e non c’è Nino Bixio, ma si deve ricostruire la nazione del calcio.

Nutro seri dubbi, la casta si protegge, spero che la vicenda venga chiarita ma non in fretta come nel duemila e sei lavandosi la coscienza, anzi sporcandola in modo volgare. Non vorrei che finisse a todos caballeros.

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