Le due giornate finali dei campionati europei di nuoto a Parigi e di atletica a Birmingham ci hanno entusiasmato e tenuto incollati alla tv per oltre quattro ore, a partire dalle 18.30. E’ stato anche rocambolesco, con colpi di scena continui fino all’ultimo, anche perché c’era, a tratti, una sovrapposizione temporale. Parliamo del testa a testa per il primato nei rispettivi medaglieri con il Regtno Unito. Provo a fare la telecronaca postuma.
Partiamo dal nuoto. Dopo un inizio del campionato trionfale con i tuffi e il nuoto di fondo, subiamo il recupero degli inglesi in vasca. La situazione prima delle ultime finali ci vede con le stesse medaglie d’oro ma con molte più d’argento, e con un conteggio totale largamente a favore, ma sappiamo che è il metallo prezioso a decidere il vincitore.
Scoccano le 18.30. Abbiamo tante chance di staccarli, ma anche loro sono temibili. Tocca alla recuperata Benedetta Pilato, nei 50 rana, da lei ci aspettiamo il massimo per allungare nel medagliere che conta. E’ un attimo, una gara da 23 secondi, spingo la tarantina col mio migliore tifo, ma per una mezza unghia – 1/100 di secondo – si fa soffiare la medaglia d’oro, All’arrivo è come se avesse avuto un’esitazione. Maledizione, solo argento.
Nel frattempo, gli inglesi vincono i 200 farfalla femminile e così ci superano in classifica di un oro. Tocca a Tommaso Ceccon nei 100 dorso, un po’ in ombra, ma pur sempre detentore mondiale della specialità. Start, è fluido ma non è in testa, sappiamo che la vasca di ritorno è il suo forte. Mi alzo in piedi perché sta davvero recuperando, è lì in linea con i migliori, tocca il bordo ed è secondo, ancora per 1/100 come la Pilato. Non è possibile, caccio il primo urlo, ancora argento, non ce ne facciamo niente.
Il tempo scorre, adesso è il momento di Simona Quadarella nei 400 stile libero, non la sua specialità, ma lei viene da due ori nel fondo, ci speriamo ma non possiamo pretendere. Invece, con la sua progressione inarrestabile, batte tutte e va a prendersi il suo terzo oro. Grido di gioia, siamo tornati pari con l’oro, quindi di nuovo in testa. Mancano solo due gare, le staffette.
La tensione è alle stelle. Intanto, mi sto scrivendo da giorni col mio amico inglese Jim, commentando gli avvenimenti quasi in diretta. Parte la 4×100 mista femminile, con la formidabile Curtis che ci porta subito in vantaggio, poi la Pilato che lo aumenta, tocca alla Gastaldi che tiene bene con la farfalla, infine alla Menicucci che rallenta un po’, dietro ci sono proprio le inglesi. L’ultima vasca è da cardiopalma: si giocherà tutto al tocco, purtroppo perdiamo ancora all’ultima bracciata. Questa volta mi esce uno strillo disumano, mia moglie si affaccia spaventata e mi chiede cosa succede. Non è possibile, proprio con le inglesi, che così ci superano ancora e poco conta l’ultima staffetta 4×100 mista maschile dove arriviamo ancora secondi (saranno 4 argenti “inutili”, alla fine), vincono loro di un oro, ma con 26 medaglie totali contro le nostre 43. Brucia tanto. Faccio i complimenti a denti stretti a Jim e lo sfido sull’atletica. PS: non gridavo così per la disperazione dai quarti Champions del 2010 Atalanta-PSG, dopo aver tenuto l’1-0, loro pareggiano e vincono 2-1 allo scadere.
Passiamo all’atletica. In questo caso ci presentiamo con un oro in più, ma sugli argenti siamo vicini, perciò la tensione è alta e le nostre chance di vincere non sono molte. Contiamo su Larissa Iapichino e forse sulla staffetta 4×400 uomini, gli inglesi sono molto forti storicamente nella velocità.
Il primo salto di Larissa con 7 metri la mette al comando, ma le altre sono tutte lì: il salto in lungo è uno stillicidio perché si protrae nel tempo e le sorprese sono sempre dietro l’angolo. Intanto, gli inglesi vincono la 4×100 mista e i 1.500 femminile e ci superano come ori, maledizione, abbiamo assolutamente bisogno di un vittoria.
Eccola che arriva alle 22.30, è il primo salto della Iapichino che resiste fino all’ultimo centimetro (letteralmente), la seconda – guarda caso – è un’inglese. Siamo di nuovo pari come oro, pari come argento, ma con qualche bronzo in più: ancora in testa, ma che paura. Infatti, poco dopo, nella staffetta 4×400 femminile, finiamo terzi dietro alle inglesi, che così hanno un argento in più, non ci voleva proprio, ci superano di nuovo.
Manca solo una gara, la 4×400 maschile. Non sono un intenditore sopraffino di atletica, non ricordo se i nostri ragazzi sono davvero forti oppure no, mi fido dei telecronisti che ne parlano molto bene. A questo punto è la resa dei conti: dobbiamo almeno prendere un argento e stare davanti agli inglesi. Start, partiamo bene con Scotti, il passaggio di testimone è perfetto, il nostro Sito da terzo recupera alla grande, parte a razzo Soudassi che si porta davanti, incollato dietro l’inglese. Ultimo cambio, Benati parte con qualche metro di vantaggio, ma sul rettilineo finale si fa quasi raggiungere dal nemico, però si accorge, si allarga e fa un tuffo provvidenziale in avanti: per 3 centesimi vinciamo noi, gara, medagliere e numero di medaglie totali. A casa loro.
Secondo strillo di gioia, sono quasi le 23, mia moglie si è abituata. Sono sfinito, mi butto sul divano e mi metto a scrivere a Jim “amico, cosa dici se chiudiamo con “deuce”, ti sta bene?”. Lui mi risponde subito con “makes sense”. In realtà le nostre medaglie totali nelle due manifestazioni saranno 65 contro le loro 45, ma faccio il magnanimo. PS: non gridavo così di gioia dalla finale Europa League del 2024 Atalanta-Bayer, vinta 3-0 a Dublino (io c’ero).
Mi godo tutti i tre inni nazionali della serata e scaccio il triste pensiero che sabato prossimo tutti ricominceranno a parlare animatamente di var…
