LA SFIDA ESTREMA PER SUPERMARIO: ALITALIA

di GHERARDO MAGRI – Sulla scrivania del ministro Giorgetti si stanno rovesciando pile di dossier di casi irrisolti, direttamente dai cassetti dove erano stati riposti. Ci immaginiamo una scena dal sapore fantozziano. Non facile stilare le priorità, c’è l’imbarazzo della scelta. I primi appuntamenti sono stati comunque dedicati alla questione Whirlpool ed ex-Ilva, due faldoni molto scottanti perché i predecessori del ministro non sono riusciti a venirne a capo e perché i tempi si sono allungati a dismisura. Ci vorrà determinazione, creatività e peso negoziale, vista la presenza di multinazionali che mal digeriscono le interferenze locali.

Ma in questa ingente quantità di carta sparsa, impossibile far finta di ignorare il più grande cubo di Rubik mai visto, caro a tutti gli italiani, diventato un’icona dell’impotenza decisionale di chiunque ci abbia messo le mani: l’Alitalia.

La girandola dei governi, di cavalieri bianchi e top manager che si sono avvicendati, è impressionante, così come è altrettanto desolante vedere la serie di numeri in rosso che hanno immancabilmente firmato ogni chiusura di esercizio.

Stavolta il vantaggio rispetto ad altre situazioni è che il destino della compagnia di bandiera appare sostanzialmente nelle nostre mani, lasciatemi semplificare, ma non per questo la matassa si presenta meno ingarbugliata. Ci sta lavorando Francesco Caio, uno dei migliori manager italiani in circolazione, che sta provando la carta della newco “ITA”, alleggerita dalle zavorre della società d’origine. I piani sono molto ambiziosi, ma devono anche passare dalla cruna dell’ago europea che vuole verificare che non ci siano di mezzo scorciatoie non consentite, tanto che sembra abbia bloccato l’ultima tranche di 77 milioni di euro. E gli stipendi di febbraio sono a rischio. I motori sono stati appena accesi, ma la pista di rullaggio è già piena di ostacoli. La nuova creatura se la dovrà vedere con il piccolo particolare del mercato dei cieli completamente bloccato dal Covid, nonché da una concorrenza agguerrita in cerca di prede facili. Tant’è vero che nelle ultime ore si parla con insistenza di un nuovo interessamento Lufthansa.

L’esperienza internazionale e acclarata di SuperMario sarà indubbiamente di grande aiuto, mai abbiamo avuto un presidente così a suo agio tra i puzzle incagliati di grandi complessità e dimensioni. Tutti gli italiani si aspettano da lui un colpo di magia, che ci convinca di potercela fare. Un segnale concreto, una vittoria rapida, una soluzione azzeccata, abbiamo dannatamente voglia di un successo da condividere e da ostentare. Siamo impelagati da troppo tempo nelle nostre faccende, un tiki-taka abbastanza inconcludente e a tratti irritante. Qua è là qualche guizzo, ma poi basta una Primula qualunque (da 400.000 euro), appassita ancora prima di sbocciare, per sotterrare le migliori intenzioni.

Con Alitalia la sfida è estrema. Ai limiti delle possibilità umane. Una cosa per Superman, o per un SuperMario che riesca davvero ad esserlo. Si potrebbe tentare il famoso colpo d’ala e decollare sulle macerie di ogni esperienza precedente. Una grande chance che il nuovo esecutivo non si deve lasciar scappare. Caro presidente del Consiglio, un’invocazione da curva sud: si metta in prima persona a studiare il file e gli dia priorità uno. Lei lo sa bene che il rischio, quanto meno a livello simbolico, vale la candela di una vera ripartenza del Belpaese, e per lei di una certa immortalità tecnico-politica.

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