LA MEGLIO GIOVENTU’ DEI CIRO

di ELEONORA BALLISTA – La vicenda di Ciro Grillo (il presunto stupro perpetrato insieme a tre amici ai danni di una studentessa milanese), comprensiva di ultimo eclatante episodio gridato via web da suo padre Beppe, mi fa pensare ad una tavola riccamente imbandita, alla quale chiunque può servirsi di ciò che preferisce.

Il circo politico cavalca lo sfogo dello storico leader del Movimento 5 Stelle a proprio uso e consumo: da Salvini che lo accusa di garantismo a giorni alterni, alla Boschi che difende le donne; dall’establishment pentastellato che sostiene il proprio garante politico, alla Serracchiani che prende le parti della ragazza coinvolta e anche della magistratura. E potrei continuare.

La vicenda è estremamente delicata e c’è un’inchiesta in corso da oltre due anni, quindi la verità potrà essere stabilita soltanto dai giudici. Se funziona ancora così.

Ma da semplice cittadina, e soprattutto da mamma, provo a guardare la questione da un punto di vista più circoscritto, forse più umano.

Quattro ragazzi ventenni, fra cui il figlio di Beppe Grillo, trascorrono la prima parte di una serata estiva al Billionaire, in Costa Smeralda, luogo da ricchi ricchissimi.

Poi decidono di spostarsi a casa di Grillo. Con loro ci sono due ragazze. E cosa fanno? Bevono, o meglio, probabilmente continuano a bere e ad offrirne alle due invitate.

Video e documentazione in mano agli inquirenti dicono che le immagini riprendono i giovani in mutande (ma sembra anche senza), e che la ragazza che ha denunciato la violenza sessuale di gruppo si veda trattenuta per i capelli.

Lei dice di essere stata costretta a bere; loro, i maschi, che fosse consenziente. Mi fermo qui.

Se fossi la mamma di uno dei giovanotti, forse dovrei farmi delle domande: ma che tipo di figlio ho cresciuto? Anche se la ragazza fosse stata d’accordo, che razza di divertimento sarebbe praticare un simile gioco erotico di gruppo? Ma dov’è il rispetto per le persone, ancor prima che per le ragazze? Ma non potevate chiacchierare, ballare, fare una nuotata in piscina (che nella villona del comico sicuramente c’è)? Volevi fare sesso con lei e lei era d’accordo? Va bene, ma almeno da soli. Congeda gli amici e chiedile di restare; se a lei va bene niente da dire.

Ma così, in gruppo, c’è qualcosa di malato, un molto, troppo, “sopra le righe” che difficilmente è scusabile con un “ma lei era consenziente”.

Questo, sia chiaro, senza nulla togliere all’unica verità scrivibile che è, ovviamente, quella del tribunale.

Ma anche se fossi la mamma della ragazza, allo stesso modo, mi verrebbero dei dubbi, mi darei delle colpe: perché sei andata a casa di quattro sconosciuti senza farti nemmeno una domanda? Ti sembrava una buona idea perché ti invitavano in una lussuosissima residenza? E’ triste doverlo sottolineare, cara la mia fanciulla, ma non ti è venuto qualche sospetto?

Ovviamente il fatto che la giovane, un po’ ingenuamente, sia rimasta coinvolta in questa brutta faccenda non giustifica nessun atto di vessazione o costrizione che i quattro indagati possano avere commesso. Di quello devono eventualmente rispondere fino in fondo, senza se e senza ma.

Ripeto, faccenda delicata, da maneggiare con estrema cura, e sicuramente senza urlare, ma che mi lascerebbe, fossi una dei genitori coinvolti, un profondo senso di sconfitta educativa. In tutti i casi.

Un senso che forse, inconfessato, sentono anche Grillo, sua moglie e i genitori della ragazza. Una giovane donna, a mio modo di vedere, che resta comunque vittima – come minimo – dell’idiozia erotica di quattro immaturi.

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