I baffi affascinano, ancora oggi i baffi sono motivo di attrazione, di curiosità e anche di deferenza, ancora oggi i baffi mettono una certa soggezione, esprimono serietà, autorità, solo a tratti un vago senso giocoso, quando diventano eccessivi, lunghi, larghi, arricciati, comunque improbabili.
Per chi ha buona memoria, una minima buona memoria, i baffi dovrebbero sempre destare sospetti. Sono belli, peculiari, artistici a volte, ma altrettante volte anche lo specchio inflessibile di una mente rigida e malata, malata al punto di non ammettere alcuna convalescenza.
Ognuno prenda i baffi della Storia che preferisce (quelli là no, troppo facile), io ad esempio prendo quelli di Recep Tayyip Erdogan, il presidente turco. Il presidente che vorrebbe stare in Europa, il presidente che vuole fare l’intermediario nelle controversie internazionali, una sorta di Trump austero e ingessato, se possibile, il presidente che detta i principi che porterebbero alla pace e all’armonia mondiale. Quel presidente, insomma.
Lo stesso presidente che chiude le televisioni dissenzienti, Halk TV e TELE 1, ad esempio, il presidente che decreta la repressione verso chiunque osi esprimere pensieri critici nei confronti del proprio governo. Il presidente che vorrebbe stare nell’Unione Europea scavalcando e calpestando qualsiasi principio di libertà di espressione e di stampa.
E non basta, non finisce qui. L’epurazione deve essere pervasiva, l’epurazione deve riguardare le scuole, le università e soprattutto i decani, quelli che hanno memoria di un’altra Turchia. L’epurazione deve riguardare tutti quelli che possono esprimere e divulgare un pensiero differente, ovunque siano.
Da noi, qui in occidente, in Europa, timidamente e senza eccessiva frequenza partono condanne e richiami al rispetto dello Stato di diritto, ma poi siamo pronti a dare credito politico ed economico al tiranno ogni qual volta ci fa comodo.
Una cosa dobbiamo ammetterla, un mea culpa fragoroso dobbiamo riconoscerlo: quando si tratta di condannare le peggiori siamo sempre piccoli e timorosi. Siamo inclini all’ammonizione e mai all’espulsione, volessi mai che ci sia un contraccolpo, magari a licello economico.
In Turchia i baffi esprimono un pensiero politico e religioso, dimmi che baffi porti e ti dirò chi sei. Quelli di Erdogan sono definiti baffi a mandorla, i baffi dei conservatori islamisti. Per noi dovrebbero essere anche i baffi dei tiranni, degli integralisti, degli assolutisti autocratici.
Senza offesa per chi i baffi li porta con orgoglio e rispetto per il prossimo, purtroppo la Storia ci ha insegnato che dovremmo sempre mostrare un certo sospetto quando uno baffuto si mette in testa di governare un Paese.
Mandorla o spazzolino che sia.
