LA GIUSTIZIA ITALIANA IMPLACABILE SOLO CON LA LADRA DI PANCETTA

La guerra induce a relativizzare tutto. Essendo uno dei baratri dai quali può non esserci scampo, dovrebbe almeno insegnarci a parlare e ad agire in modo misurato. Almeno e solo per qualche giorno, lo sappiamo bene, oltre qualche giorno non si va, se così fosse nemmeno avremmo più le guerre.

Le parole dunque, ma anche le azioni, e la misura. Mi è tornata alla mente una notiziola di qualche giorno fa, un fatto che nulla ha da spartire con la guerra, ma molto ha a che fare con la misura.

La storia è così banale da creare persino imbarazzo, di fronte agli eventi di questi giorni, ma qualcosa rivela comunque. Una donna di 69 anni di Trapani viene assolta, dopo due anni di processo, avviato per aver rubato un po’ di formaggio e pancetta, totale dieci euro scarsi. La donna viene assolta non perché non abbia commesso il furto, ma perché le è stato riconosciuto lo stato di necessità contingente, aveva fame insomma, le è stato riconosciuto che non era affatto una ladra seriale. Per la cronaca, il Pubblico Ministero Marta Martinelli aveva chiesto quattro mesi di reclusione.

Ora, io non lo so se la sentenza sia giusta o sbagliata, e francamente non m’importa. Però trovo inaccettabile che si possa perdere tempo con queste vicende in un Paese che ha una trafila infinita di processi in attesa. Possibile non si potesse risolvere con un po’ di comprensione e un comprensivo scambio di sguardi? Dieci euro diamine.

D’accordo, non si ruba, mai si dovrebbe, ma un Paese che vanta il primato di evasione fiscale in Europa può davvero vantarsi anche di infierire, con due anni di processo, su una donna che prova a portarsi a cassa mozzarella, provola e pancetta?

Inaccettabile dicevo, ma non incredibile, perché questo è anche il Paese che ferma i bambini fuori dai negozi e li multa per non avere lo scontrino delle caramelle. Oppure il Paese che per un furto di ciabatte (diciannove euro), poi restituite, tiene in ballo l’accusata per otto anni, per poi assolverla.

Tentato furto uguale procedura d’ufficio, in caso di intervento delle forze dell’ordine, questo accade sempre e comunque, ma si può evocare un senso della misura da parte della Giustizia italiana? Si può evocare la predisposizione di procedure ragionevoli e in fondo umane per questi casi ?

Perché altrimenti vien naturale ribadire che è vero, non si ruba, ma se proprio si deve lo si faccia in grande stile. Le probabilità di farla franca sono a proprio favore, siamo o non siamo campioni d’Europa?

 

 

 

 

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