IO, MADRE IN LUTTO, ACCUSO

Gentile signor Gatti, ho letto la sua accorata lettera da Bergamo e la condivido in pieno.
Io sono Grazia Lo Conte e vivo ad Ariano Irpino (AV). La mia citta’ e’ stata subito blindata dal governatore De Luca,  dopo la scoperta di un focolaio, e sembra che la situazione, grazie a questo tempestivo provvedimento , sia abbastanza contenuta.
Il governatore ha pensato prima alle persone e poi all’economia.
Le scrivo, pero’, per l’immane tragedia di Bergamo dalla quale siamo stati colpiti.
Mia figlia con il marito e tre figli vive a Bergamo in un bel condominio in via antonio Locatelli, 24  (penso non molto distante da lei,)
Suo marito Massimo, di anni 49 , ha avuto febbre per alcuni giorni ma senza i sintomi caratteristici del virus.
Io ero molto preoccupata, ma mia figlia mi riferiva che sicuramente si trattava di influenza, che tutta Bergamo scorreva normale, ognuno al suo lavoro e che la citta’ anche su invito del Sindaco non SI FERMAVA!!.
Purtroppo sono arrivati anche i sintomi del virus e Massimo e’ stato ricoverato all’Ospedale di Ponte San Pietro perchè al Papa Giovanni di Bergamo non c’erano posti.
Ebbene, dopo le prime cure con alti e bassi, Massimo si e’ dovuto arrendere alla potenza del virus e ci ha lasciati alle ore 6 di sabato 21 marzo.
Massimo era un gigante di 2 metri ed era in ottima salute . Aveva caratteristiche positive che lo rendevano caro e piu’ di un figlio.
Immagini la tragedia che si e’ abbattuta sulla nostra famiglia.
Io non potro’ mai accettare e perdonare i comportamenti scellerati degli amministratori e delle autorita’ sanitarie e regionali.
Quando finira’ questo incubo, se mai finirà, penso che questi personaggi andrebbero mandati a processo per attentato alla salute pubblica e procurata strage.
Io non credo di esagerare, perche’ sono stati loro che nel nome della frenesia che anima la citta’, hanno indotto i cittadini a sottovalutare il pericolo, li hanno invitati a svolgere con precauzione tutte le loro attivita’ in nome della BERGAMO CHE NON SI FERMA!!.
Io e la mia famiglia pensavamo che a Bergamo stessero meglio che da noi, invece la stoltezza e l’incapacità di pochi hanno causato questa strage e rovinato per sempre la serenità della mia famiglia e di tantissime altre.
Mia figlia è capace , è forte, tirerà avanti da sola con il suo lavoro, ma ha perso un marito che l’adorava e che viveva per la sua bella famiglia, e che nel fiore degli anni si è visto sbarrare la strada da un nemico poco combattuto da chi doveva.
Grazie per la condivisione di questo dramma .
Se i cittadini colpiti dai lutti dovessero costituirsi in comitato, mi faccia sapere e io sarò al loro fianco.
Grazie e la saluto con stima.

Grazia Lo Conte

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11 commenti su “IO, MADRE IN LUTTO, ACCUSO

  1. Paolo il said:

    Da una parte vien da dire “… facile, con il senno di poi..” Dall’altra viene spontaneo far notare che avevamo davanti agli occhi gli esempi di chi era stato colpito prima di noi: Cina, Corea, Thailandia.. Codogno stesso , se vogliamo stare più vicino a noi geograficamente e temporalmente. Ma si è scelto di minimizzare, per preservare le attività produttive. Il solito Dio Denaro. Ma non sarebbe compito precipuo di chi sta al comando ragionare con sguardo più lungo e lungimirante degli altri? Io da un comandante mi aspetto questo. E credo sia un’attesa legittima. Mi pare che non sia andata così.
    Mi si può dire che non è questo il momento per fomentare divisioni, ma non dico questo con astio, con livore.. Mi pare un dato di realtà. E mi piacerebbe sentire un’ autocritica dai comandanti del nostro popolo, ma l’unica cosa che sento sono parole di autoassoluzione, scuse per dirla in breve, perché “non abbiamo sbagliato, in quel momento abbiamo fatto ciò che ci sembrava giusto..” La buonafede gliela riconosco, la capacità di reggere il timone all’approssimarsi della tempesta no.

    • Claudio Di Salvatore il said:

      Sono d’accordo con la Signora
      Anche ministri del governo, nessuno escluso, presero sul serio la venuta del virus dalla Cina… pensavano alla fuga Turisti e perdite in Borsa. Eppure, le immagini dalla Cina erano esplicite. Vollero la manifestazione a Milano, la partita Bergamo.Valencia a Milano, le fiere di Brescia e gli incontri di Bergamo.
      Una epidemia, esplosa a Codogno, ignorata, nella gravità, con deliberato proposito.
      A mio giudizio, anche per una Sanità di facciata, scandalosamente privatistica, portano oltre 10.000 dei morti sulla coscienza

  2. Si raccomanda di avere un comitato scientifico all’ altezza fatta non da esperti che hanno detto che gli asintomatici non erano contagiosi e che si poteva circolare.. Massimo aveva e ottenuto il 3 marzo il biglietto dell’ aereo per venire a Napoli e lo aveva disdetto perche’ gia’ non si sentiva bene ed era stato qualche giorno ad un funerale abbracciando e baciando tutti… Che ne sapeva.. Non era un medico.. Gia’ 28 giorni fa avevo proibito a Carmine di andare in chiesa ed io stesso ho sentito la messa per televisione… E non ero uno scienziato……. CRIMINALI.. CRIMINALI.. HANNO SULLA COSCIENZA MASSIMO E TANTI ALTRI… IN CINA GIA’ SAPEVANO COME FARE ED AVEVANO CHIUSO IN CASA 11 MILIONI DI PERSONE.. UN MODELLO DA SEGUIRE E NON SEGUITO…. CRIMINALI.. E NON DITE PER L’ ECONOMIA PERCHE’ IN GUERRA L’ ECONOMIA NON CONTA ED IN CINA ERA STATA DICHIARATA GUERRA PER TRE MESI… FATE GIRARE QUESTO MESSAGGIO PERCHE’ LA GENTE SAPPIA.. LO DOBBIAMO A MASSIMO

  3. Francesca il said:

    Sono da ritenersi omicidi!!!! E c’é sempre un colpevole. Nessun perdono. La possono chiamare leggerezza incapacità disorganizzazione mal gestione chiamatela come volete ma hanno fallito. E ora tanta gente piange. Non ci resta che pregare.

  4. Antonio il said:

    Irresponsabili improvvisati politici schiavi dei sondaggi e dei poteri economici: “siamo pronti ad affrontare l’emergenza virus”.
    Chiedete perdono in ginocchio!

  5. Genno minopoli il said:

    Condivido a pieno l analisi. È solo che oggi più che mai è il qualun quismo che va avanti. In altre pa role non c’e’ sostanza. Solo for ma priva di sostanza e molta sac senza e arroganza. Basta vedere Galli e compagni che hanno sotto valutato il fenomeno- gli effetti di essi e ritardato l assunzione e adozione di ferree misure che di certo avrebbero evitato il diffon dersi degli effetti letali e deva stanti del virus. Che dire poi del la situazione disastrosa e cata strofica degli ospedali in mano alla politica non in grado di ten dere la mano al loro personale lasciandolo allo sbaraglio e agli effetti del virus e di provocarlo a tutti. L Italia è un disastro

  6. Giovanna De canio il said:

    Queste le parole di Conte, di fronte alle immagini dei cortei di autocarri militari caricati di bare avviate da Bergamo alla cremazione verso altre città: “Quelle sono le foto di tanti, troppi italiani che muoiono ogni giorno, tutti con un nome e un cognome. Dietro ci sono storie familiari, lacrime, sofferenze. Questa ferita rimarrà indelebile nella storia della nostra Patria. Non la potremo mai dimenticare”.
    Una domanda a Conte da Bergamo: avvocato, non le prende alcun rimorso per il modo disastroso con cui ha gestito l’emergenza coronavirus ???
    Aggiungo: avvocato, se conosce il valore della parola DIGNITA’ chieda scusa a Bergamo ed a chi, in questa città, sta soffrendo nel corpo e soprattutto nell’anima !!!
    P.S. A Lei, Signora Grazia, tutta la mia umana solidarietà ed il mio abbraccio più affettuoso.

  7. Giuseppe donadoni il said:

    Mi spiace signora ha tutta la mia solidarietà e se ci sarà da farsi valere sarò dalla sua parte

    Giuseppe Donadoni
    3408047486

  8. Mario Carbonara il said:

    Con Massimo da ragazzi abbiamo trascorso tanti bei momenti insieme d’estate a Gaeta con il nostro gruppo di amici. Non ci vedevamo da più di 20 anni, io a Napoli e lui a Bergamo, poi meravigliosamente questa estate ci siamo rivisti, per puro caso proprio a Gaeta, ad agosto, tutti e due giocavamo in acqua con i nostri figli, lui ne portava uno sulle spalle. Ci siamo guardati e la prima cosa che ci è venuta da fare è stato abbracciarci, dopo tanti anni……
    Abbiamo parlato della vita, del nostro lavoro da colleghi, del futuro. In costume, così, sereni.
    È così che ricorderò Massimo, con quel sorriso che lo ha sempre contraddistinto.
    Un caro abbraccio sig.ra Grazia, lei ha il nome di mia madre che come lei è una persona che non si arrende mai. Non si attenda mai.

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