IL VIRUS DELLA CRUDELTA’ IDIOTA SUI DISABILI

di JOHNNY RONCALLI – Avviso ai naviganti: se siete disabili, fate finta di nulla, non tradite alcuna anomalia, cercate di normalizzarvi. Sono ore difficili, anche più del solito, pare che il Covid non sia l’unico contagio in corso. Branchi di lupi affamati vi stanno dando la caccia, state fermi, immobili, cercate di passare inosservati.

Se proprio non ce la fate, cercate almeno di passare dal parrucchiere e di curare la vostra immagine, perché qualcuno vorrà riprendervi con una telecamera e diffondere le immagini. Mi si perdonerà il paradossale, tragico, amaro preambolo alle vicende delle ultime settimane.

Roma, una ragazzina di dodici anni, disabile, viene picchiata da tre ragazze che riprendono il tutto, fieramente, e deontologicamente postano su Instagram. Tre ragazze più grandi di lei, veniamo informati, ma l’anagrafe fa brutti scherzi a volte.

Licata, due quattordicenni finiscono in una comunità di recupero perché rei di aver torturato disabili. Complici maggiorenni sono già in carcere. Tutti quanti naturalmente, ligi, si sono sentiti in dovere di filmare le buone azioni e postarle sui social più accreditati.

Manfredonia, un venticinquenne disabile viene sequestrato e torturato da una coppia di quarantenni perché accusato di aver rubato il loro cane. Lui nega ogni addebito, il padre si offre di porre rimedio, in qualche modo. Loro, i quarantenni, no, sono integerrimi, fedeli alla linea, mazza e bottiglia rotta alla mano procedono con la tortura. Non vi sono filmati dell’accaduto pare, concediamo le attenuanti generazionali ai due foggiani.

Cosa diavolo sta succedendo? Non si tratta di esprimere indignazione, di esprimere solidarietà, è più una questione di arrabbiatura, di arrabbiatura con due zeta.

Io mi sento sempre più intollerante, sempre meno incline a provare a comprendere le ragioni che innescano queste azioni vigliacche, codarde, ignobili e inumane. Non scrivo bestiali, perché in natura nessuna bestia agisce in modo così crudele senza ragione o con autocompiacimento.

E nemmeno voglio scaraventarmi solo sui figli, sui giovani. A parte i quarantenni foggiani, io mi rifiuto di credere che quei giovani cineamatori di Roma e Licata abbiano potuto contare su genitori che abbiano loro trasmesso un senso della vita che porti a rispettare il prossimo. Non dico valori, ma almeno moneta spicciola, i rudimenti della educazione e del viver comune, cose ad esempio come il banale rispetto.

Fosse anche solo il non prendersela con i più deboli, giusto questo. Che uomo è quello che per mostrare la sua forza calpesta chi è più debole e se ne vanta?

Se potessi esprimermi con blasfemo turpiloquio lo farei, sarebbe l’occasione giusta, perché lo sdegno è incalcolabile, lo sdegno mio e l’inesprimibile sofferenza dei genitori delle vittime di tali violenze.

Non sono ottimista, lo sono sempre meno, la cronaca è impietosa: conviene nascere belli, ricchi e forti.

Se qualcuno ha intenzione di nascere disabile si astenga, non troverà un mondo alla sua altezza.

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