Il successo l’hanno avuto grazie alla loro ironia corrosiva e alla loro voce sullo sfondo. Adesso i Gialappi hanno deciso di farsi vedere, ma pochissimi sono corsi nelle sale a vederli. In verità Carlo Taranto, il signor Carlo, da tempo ha deciso di lasciare i due amici (Giorgio Gherarducci e Marco Santin): fine dell’esperienza, c’è un tempo per ogni cosa e per Carlo anche i Gialappi hanno fatto il loro.
Nessun litigio, nessuna frizione, una semplice scelta di vita: dopo il Covid, Taranto ha deciso di cambiare aria, trasferendosi in Liguria. Basta tivù. Gli altri due non si sono dati per vinti e, nonostante abbiano perso un compagno importante, hanno proseguito il loro cammino, che è arrivato, loro malgrado, fin dentro le sale dei cinema.
A pensarci è stato uno che generalmente ha il suo peso: Walter Veltroni, che ha diretto nientemeno che “L’assurda storia della Gialappa’s Band”. L’assurdità sta nel fatto di aver anche solo pensato di girare un film sul trio, ma la cosa bella sta anche nel fatto che l’hanno distribuito in oltre 300 sale (304, per la precisione), che non sono pochissime, in Italia, oggi.
Bene, nella prima giornata ha raccolto la bellezza di 28.730 €, con 3.762 spettatori. Il conto è presto fatto: 12 spettatori circa di media a sala, cosa che consiglierebbe a Veltroni di invitare tutti a casa sua per una visione privata, per risparmiare almeno sui costi della logistica.
Se il film di Veltroni occupa la 16ª posizione nei botteghini d’Italia, al primo c’è saldamente e da tempo “Je so’ pazzo”, il film diretto da Nicola Prosatore, biopic del cantante napoletano Pino Daniele, interpretato da Massimiliano Caiazzo. Incassa infatti 332.648 €, portando al cinema 41.616 spettatori, per un totale di 2.650.345 €. Tutta un’altra musica.
