IL PROCLAMA DELL’OTTIMISTA

di GHERARDO MAGRI – A proposito del dibattito se dopo il Coronavirus il genero umano migliorerà oppure no.

Difficile e forse presuntuoso tracciare anche solo il perimetro di un tale interrogativo, così ponderoso.

Provo comunque a sostenere il perché sì, capeggiando per un momento il partito degli ottimisti.

Parto dal fatto che non dobbiamo guardare sempre e solo alla nostra storia e a come ci siamo comportati fino a oggi. O peggio, alle esperienze di tutte quelle volte che siamo caduti e ricaduti negli stessi errori. E’ tipico di chi ha passato già la mezza età: vince per distacco l’esperienza e il già visto. A testa girata indietro non possiamo essere che pessimisti ed esprimere il miglior scetticismo possibile.

Per fortuna ci sono i nostri ragazzi che ci costringono a guardare avanti. E smettiamola di considerarli solo come bamboccioni che vivono alle spalle dei genitori e dei nonni. Sulla giostra del mondo virtuale di oggi, l’impegno che ci mettono prima a capirlo e poi a cambiarlo è encomiabile. La loro purezza, assieme alla loro sfrontatezza, ci deve scuotere, togliendoci di dosso la ruggine del cinismo e del disfattismo, che tante volte neppure ci accorgiamo di trasmettere.

L’esempio più eclatante? La svedesina Greta – generazione Z -, comparsa dal nulla e capace di mettere soggezione ai potenti del mondo. Dopo che legioni di scienziati attempati hanno perso sia la voce che la speranza di porre al centro il tema ambientale, è arrivato qualcuno che ci crede veramente. Fuori dagli schemi e fuori dalle scartoffie. Le è bastato uno sciopero e un cartello davanti al parlamento. Impensabile fino al giorno prima. A pensarla a tavolino, nessuno ci sarebbe mai arrivato.

Un evento irripetibile, un miracolo? Certo che sì, sento già le risposte delle solite volpi argentate. Io dico no, invece. Ci sono tanti ragazzi come lei in giro che non ci stanno più e ci vogliono provare sul serio. Basta ascoltarli, sentire quello che hanno dentro, senza soffocarli con il nostro vissuto. Bisogna lasciarli andare e tuttalpiù fare da consiglieri.

Sostengo da qualche tempo un’insolita teoria. In un mondo che cambia sempre più rapidamente, l’esperienza accumulata in anni potrebbe non servire più a un bel niente, perché ci potremmo trovare in situazioni talmente nuove e così in evoluzione che rifare gli stessi errori del passato potrebbe rivelarsi oggi un vero successo. Un cortocircuito piuttosto sorprendente, che sta capovolgendo i canoni tradizionali.

Proviamo a puntare sulle ultime generazioni e accompagniamole serenamente, da ex-saggi con un pizzico di fede.

4 pensieri su “IL PROCLAMA DELL’OTTIMISTA

  1. giacomo buzzetti dice:

    Condivido pienamente.
    Noi pensiamo con schemi che non esistono più.
    Con il mio primo nipote mi sto rendendo conto che è tutto cambiato e che le nuove generazioni sanno andare velocissimi (vanno in bicicletta a due anni) e sono capaci di poderose frenate per tornare ai fondamentali da noi dimenticati colpevolmente (…i cambiamenti climatici….non c’entra l’inquinamento). Credo sarà solo l’inizio. Loro, i nostri giovani, avranno il coraggio di tornare indietro per imboccare la strada nuova, quella giusta, ne sono sicuro, basta lasciarli fare.
    Bravo Magri!

  2. gherardo magri dice:

    Grazie della testimonianza diretta, che conferma la tesi della fiducia nei giovani, addirittura nei giovanissimi. La parte più dura sarà il farsi da parte da parte nostra, nei momenti giusti.

  3. FIORENZO ALESSI dice:

    Sono uno di quelli che ha passato la mezza età.
    Come ha detto un tizio che la sapeva lunga, ho più passato alle spalle che futuro davanti. Pazienza.
    Posso annoverarmi , peraltro , tra coloro che nutrono una ragionata e motivata fiducia nei giovani .
    Quanto alla “serenità” nell’ “accompagnare” le nuove generazioni , sono d’accordo. Ci aggiungerei un pizzico di serietà e, quando ci vuole, anche di severità.
    Della “..svedesina…generazione Z…” , per carità, non facciamone un esemplare ibrido tra Giovanna d’Arco e la Beata Madre Teresa .
    Di GRETA ce n’è una sola : Greta GARBO.

    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

    • gherardo magri dice:

      Grazie del suo contributo che arricchisce il concetto generale. Per quanto riguarda Greta, credo dobbiamo evitare di fare il dibattito sulla persona in sé – discutibilissima a piacere -, piuttosto mi concentrerei su ciò che dice e che riesce a smuovere.

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