Se ne parla troppo poco, per me potrebbe essere la notizia del secolo. Non esagero. La classica caccia estiva alla zanzare, che finisce spesso con una colpo di giornale o di ciabatta sul muro, sta per finire. Le abbiamo provate tutte: zampironi, candele, DDT, piastrine alle prese e lampade friggitrici, piante anti-insetti, zanzariere, repellenti vari da cospargere a piacere sul corpo, disinfestazioni radicali: niente, la specie si evolve e diventa più resistente a tutte le contromisure. Il loro sinistro e odioso ronzìo notturno è il chiaro segno di un forte stress in arrivo.
Google annuncia di essere pronto con il programma “Debug” per risolvere la questione in Florida: saranno liberati 32 milioni di zanzare maschio a cui è stato iniettato il batterio Wolbachia che li rende sterili. Un’idea geniale che lavorerà nel tempo e a lungo termine, si ridurranno così le riproduzioni del feroce insetto, senza bisogno di sterminare la razza. Un controllo drastico delle nascite non utilizzando alcun pesticida nocivo, forse la soluzione migliore. Non è una novità assoluta. E’ già stata sperimentata in passato: nel 2018 l’Enea aveva proposto uno studio utilizzando questo metodo (su scala minore) contro il proliferare della zanzara tigre e dei suoi tre pericolosi virus, operazione riuscita con successo. Così anche a Singapore nello stesso anno e, più tardi, in Brasile. Manca, però, all’appello un serio piano coordinato a livello mondiale.
Ecco che adesso scendono in campo i signori della Silicon Valley, che propongono una campagna massiccia senza precedenti. I 32 milioni di insetti dovranno essere prima trattati e poi liberati, non è un piano che si limita a poche circoscrizioni. Si comincia dalla Florida e poi, siamo sicuri, ci sarà già pronto il piano globale per tutto il pianeta.
Come spesso succede negli USA, i privati anticipano le organizzazioni pubbliche e sviluppano idee che riguardano la comunità, ovviamente con un ritorno sugli investimenti garantito. La proposta è al vaglio dell’EPA, l’organo istituzionale americano che sovrintende la materia, che dovrebbe a breve decidere se dare il via libera oppure no. M’immagino già che altri concorrenti ambiziosi (perché mi viene in mente Musk?) si lanceranno a scoprire un nuovo batterio più sicuro, più efficace e più economico per conquistare la propria fetta di mercato. Assisteremo a battaglie sopra le nostre teste tra nugoli di zanzare sterili diversamente sponsorizzate, che cercheranno inconsapevolmente di bloccare la proliferazione della specie.
Questa volta possiamo anche astenerci dal consueto scetticismo ed evitare di criticare sempre i soliti ricconi che lo diventeranno ancora di più, ma soffermarci sulla validità dell’impresa. Qualsiasi proposta radicale è benvenuta. Noi desideriamo fortemente che quando spegniamo la luce non cominci la solita silenziosa battaglia contro l’insetto invisibile, battaglia che ben presto diventa lotta senza quartiere – spesso fallimentare – coinvolgendo anche gli altri, perdendoci inevitabilmente il sonno, per non parlare di ponfi e reazioni allergiche varie, svegliandoci la mattina con gli occhi cerchiati a contare bozzi e rossori totalizzati. La cosa ancora peggiore è perdere questo tipo di competizione con la moglie, perché ci toglie addirittura la soddisfazione di giocare alla vittima. Punti e mazziati. Mai più.
