GIOVANNI, 91 ANNI, IL MIGLIORE DI NOI

di JOHNNY RONCALLI – “Vaccinate prima lei – ha detto senza che nessuno glielo chiedesse -. E’ una mamma con un bambino disabile, lei davvero non può ammalarsi, e non può permettersi di portare il virus in casa. Io ho 91 anni…”.

Massa Carrara, Giovanni, 91 anni.

Faccio un passo indietro. Ci sono mamma Cinzia e papà Valerio, genitori di un giovane disabile, 22 anni, che dovrebbe sottoporsi al vaccino anti COVID. Il vaccino potrebbe essere pericoloso per il figlio, dicono i genitori, ma quanto sarebbe vitale che potessero essere vaccinati loro, limitando al minimo la possibilità di infezione per il figlio?

La normativa non lo prevede, la burocrazia e le procedure nemmeno. Tilt.

Allora arriva Giovanni, 91 anni, vaccinabile a pieno diritto, che decide di dare una lezione di civiltà a tutti.

Giovanni dice che quella madre, almeno lei, ha diritto di essere vaccinata più di lui, perché se lei si ammalasse, chi si prenderebbe cura del figlio? Peggio, se il figlio si ammalasse, cosa ne sarebbe di lui, in un reparto di ospedale senza possibilità di contatto con i familiari? Peggio ancora, a quale calvario sarebbe sottoposto il figlio se dovesse entrare in una terapia intensiva?

Fin dall’inizio della pandemia, nessuno ha mai posto attenzione a questo punto di vista. Una persona disabile psichicamente, che all’improvviso viene catapultata nel tunnel inesplorabile delle terapie intensive, privata di tutti i contatti possibili e, sopra tutto, privata della possibilità di comprendere quello che sta accadendo.

In queste condizioni, una persona muore anche prima di spirare. Muore anche se dovesse sopravvivere.

Giovanni non è un medico, non è un funzionario della sanità, non è un educatore. Giovanni è però una persona con una coscienza. Ha compreso subito, spontaneamente, ciò che pochi comprendono.

Detto tra noi: siamo tutti affannati a rendere i nostri figli persone speciali, importanti, immortali. Basterebbe provare a rendere i nostri giovani brave persone. Normalissime brave persone. Tipo Giovanni.

Perché è questo che rende il nostro Paese così insopportabile a volte. Siamo tutti così intenti a diventare famosi, speciali, visibili, così poco intenti a essere semplicemente bravi, onesti, coscienziosi cittadini, ognuno consapevole dell’inestimabile contributo che questa semplice, banale ambizione fornirebbe al buon funzionamento del nostro Paese.

Ogni anno, il nostro presidente della Repubblica premia persone che si sono distinte per intraprendenza, umanità, contributo sociale. Caro Presidente Mattarella, non credo che Giovanni possa perderci il sonno, ma esiste, in questo momento storico, qualcuno più meritevole di lui?

In questa stagione storica abbiamo fatto il pieno di Arcuri, Di Battista, Renzi, Zingaretti, Salvini e tutti gli altri.

Io, il mio eroe l’ho trovato.

Dimenticavo, pare non sia possibile che il vaccino di Giovanni passi alla mamma del giovane disabile, pare che essere brave persone non sia ammesso in questo Paese. Il regolamento parla chiaro. Pare che da ora in poi paese lo scriverò con la p minuscola.

 

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