E ORA IBRA HA SORPASSATO ANCHE DIO

di TONY DAMASCELLI – Carmelo Bene era un dilettante. Il genio salentino sosteneva che ogni giorno Lui medesimo appariva alla Madonna. Zlatan Ibrahimovic ha messo la freccia e sorpassato il Carmelo, è LUI medesimo ad apparire a Dio, in terra e nei cieli. Campioni si nasce ma vanitosi si diventa, basta poco, un cross, un gol, un colpo di testa. Le ultime voci del condominio sportivo riferiscono di un contenzioso tra il suddetto svedese e LeBron James che usa il pallone con le mani, giocando per i Los Angeles Lakers di basket.

Il tema del dibattito riguarda le posizioni ideologiche del cestista americano che ha voluto manifestare il proprio impegno politico, contro il quale il calciatore ha replicato sostenendo che un personaggio pubblico dello sport non deve esporsi e prendere posizione sulla medesima questione. Riassunto, che si giochi con la palla e basta.

Zlatan Ibrahimovic, da tempo ormai, sta rivestendo un ruolo ieratico, il prossimo passo prevede che benedica le folle e che venga portato sul trono in mezzo ai fedeli sventolanti le maglie dal venerato indossate.

In attesa di presentarsi all’Ariston di Sanremo, lo svedese lancia il suo festival di sciocchezze, spendendo gli ultimi denari della sua carriera grandiosa di contratti, non altrettanto di risultati internazionali. Se Sanremo è Sanremo, Zlatan è Zlatan, mica canzonette e calci d’angolo.

La notizia vera è che LeBron James abbia voluto replicare a Ibrahimovic, dunque riconoscendo un’importanza al soccer, che a Los Angeles e nel resto degli States è come il curling dalle nostre parti. Ma nella città degli angeli Ibrahimovic si è esibito dando lezioni ai poveri americani ignoranti del vero calcio. La sua traccia è rimasta lungo Sunset Boulevard, che tradotto sta per il Viale del tramonto. Qualunque riferimento all’uomo che ha superato Carmelo Bene è puramente voluto.

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Un commento su “E ORA IBRA HA SORPASSATO ANCHE DIO

  1. Fiorenzo Alessi il said:

    Egr. Dott. Tony Damascelli,
    Seppur di FEDE interista , da più di
    mezzo secolo, Ibra non mi sta antipatico .
    Non grava eccessivamente sugli zebedei.
    Intendiamoci : è tollerato come può esserlo uno che dopo aver vestito la casacca della Beneamata, a suon di quattrini è passato alla Signora Bianconera e poi si è venduto al Diavolo.
    Facendo valere per la gran parte la sua fisicità , ed una classe innata , anche se non eccelsa.
    Mettiamoci, non da ultimo, un narcisismo gitano (tale Mihajlovic, uno che non le ha mai mandate a dire, l’avrebbe definito “ da zingaro” ) che lo porta a scambiare il sacro con l’umana pochezza . Ricompresa la sua, ovviamente.
    Non poteva essere che SANREMO a consacrarla , ospitandolo pure a pagamento com’è di chi conta davvero.
    Ho detto “conta” , precisamente, e non “canta”.
    Ci mancherebbe anche questa .
    Se accadesse , non potrei neppure pacatamente mandarlo al Diavolo .
    Già ci sta, e pure ci gioca .
    Per dirla come lei, caro Damascelli, …ammaestrando le folle .
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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