ESSERE RAGAZZI NON E’ MAI FACILE, OGGI COME IERI

Alla presentazione di un libro, una persona colta chiedeva il mio parere in merito ai pericoli che vivono oggi gli adolescenti. Esprimeva preoccupazione per il rischio di isolamento connesso a un uso eccessivo dei cellulari e dei social, notava difficoltà relazionali e uno scarso interesse per la dimensione pubblica. Difficile non essere d’accordo.

Tuttavia, tornando con un amico a casa, il discorso è caduto sulla nostra adolescenza. Chi ha avuto vent’anni negli anni ’70 ha sfiorato il dramma del terrorismo e della lotta armata, ma soprattutto la piaga dell’eroina. Entrambi avevamo avuto amici o conoscenti morti per l’uno o l’altro motivo. La droga, in modo particolare, fu devastante per più anni, tantissimi giovani furono attratti dal “buco” e le dimensioni del problema raggiunse all’apice proporzioni drammatiche. I figli della generazione del primo benessere economico iniziarono a “farsi”, magari inizialmente senza sapere manco bene perché, e le conseguenze furono drammatiche per decine di migliaia di famiglie. In alcune realtà sociali, le dimensioni della tossicodipendenza erano apocalittiche.

Non so dire e non ha senso chiedersi cosa sia meglio o peggio. Non sono situazioni sociali confrontabili.

Mi accorgo solo che il mio amico ed io parlavamo da reduci, da chi aveva incrociato il pericolo ed era riuscito ad attraversarlo praticamente indenne. Un po’ per merito, un po’ per fortuna, un po’ per caso. La distanza temporale attutisce il ricordo. Forse, da quelle vicende, siamo usciti addirittura rafforzati. Sicuramente certe esperienze giovanili mi hanno aiutato a comprendere meglio gli altri, nel mio lavoro psicoterapico.

Ma l’argomento è troppo complesso e non posso liquidarlo in poche battute. Mi toccherà scrivere un altro libro….

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