E COMUNQUE QUELLO DI NOLE NOVAX RESTA UN INTRIGO DI BASSA LEGA

Manca solo una donna, una bella donna, alla trama di questo squallido intrigo internazionale. Squallido per temi e valori, ma straordinario per una sceneggiatura che sembra costruita per vincere l’Oscar.

C’è tutto, infatti, nel “Caso Nole”, concepito per spaccare critica e pubblico in due, creando un battage naturale per arricchire il botteghino: politica, soldi, sport, governi, genitori, pandemia, tradimenti, sotterfugi anzi imbrogli belli e buoni, colpi di scena, notiziari e giornali ingolfati ad ogni latitudine.

Una bella donna, Jelena Ristic, storica compagna di Nole Djokovic, in realtà ci sarebbe, ma per il momento il regista occulto non le ha dato spazio, anzi forse per imprimere un connotato prettamente maschilista al soggetto, ha fatto addirittura circolare la notizia di una separazione, guarda caso proprio nella giornata di mercoledì 5 gennaio.

Geniale: ci sarà spazio dunque per qualche pretendente, nel prossimo futuro, di quello che è stato nominato il tennista più sexy del mondo dalla rivista “Glam’Mag” nel suo numero di gennaio 2022, uscito – guarda che altro caso – il 5 gennaio. La mini-serie avrà dunque uno sviluppo sentimentale, probabilmente già nella sua prossima stagione. Per buttare giù il copione di questo intrigo internazionale ci voleva la mano di Hitchcock, geniale anche nei finali delle sue storie, mentre di questa attendiamo l’epilogo con il fiato sospeso.

Il meno robotico dei 3 tennisti più forti e più famosi del mondo, simpaticissimo, filantropo, idolo di grandi e piccini, è un no-vax: da quando si è scatenato il Covid sul pianeta, Nole Djokovic lo affronta come in una commedia ridicola e superficiale, organizzando tornei privati di tennis e di calcio, festini, festoni, non usando precauzioni e irridendo i protocolli.

Fin qui, affari suoi e di chi lo frequenta, sebbene un’icona mondiale dovrebbe essere d’esempio, e bla bla bla. L’Australia, probabilmente il continente più blindato e certamente quello più rigido nel bloccare i confini in entrata e in uscita da 2 anni a questa parte, se lo vede atterrare su un jet privato sulle piste dell’aeroporto di Tullamarine, pronto a sbarcare per partecipare agli Open cui è stato invitato nonostante le sue posizioni no-vax, appunto: sarebbe in possesso di regolari esenzioni, legalmente rilasciate dalla sua nazione di appartenenza, la Serbia.

No, un momento. Le autorità australiane gli impediscono di scendere la scaletta: vogliono vederci chiaro. Dopo ore di attesa a bordo del jet, trasferiscono il tennista e il suo staff (tutti esentati o vaccinati? Non è chiaro) in una stanzetta dell’aeroporto dove la comitiva bivacca e posta foto sui social.

Mentre, nell’indifferenza totale, ma con la solidarietà di Fedez, a Sanremo la direzione non esclude Gianni Morandi dal prossimo Festival per aver pubblicato e poi rimosso uno stralcio del brano che porterà in gara, cosa espressamente vietata dal regolamento, in Australia infuriano polemiche e proteste per il ben più ridondante “Caso Nole” e la sollevazione popolare si propaga in tutto il mondo. Gli organizzatori dello Slam australiano, che agognavano la sua presenza vax o non vax, ora si defilano e fischiettano guardandosi le unghie.

Insorge il padre di Nole, quel Srdjan che di tanto in tanto dà fuori da matto: “Mio figlio è il nuovo Spartaco! Viva la libertà individuale! Questa non è la sua lotta, ma la lotta per il mondo intero: un mondo libero! Lo hanno separato dal suo team ed è controllato a vista da guardie armate!”. Insorge la diplomazia serba che prima spara con il presidente Vucic (“Tutta la Serbia è con lui: le autorità prendano tutte le misure necessarie affinché cessi prima possibile il maltrattamento del miglior giocatore di tennis del mondo”), poi convoca a palazzo l’ambasciatore australiano.

Insorgono anche colleghi, ex colleghi e opinionisti che accusano e insultano Djokovic: il denaro può tutto, lo slogan (hashtag) più inflazionato. “Sembra il finale del ‘Marchese del grillo’: io so’ io e voi nun siete un c…”, ironizza Adriano Panatta.

La situazione resterà in stallo fino all’udienza finale di lunedì, in attesa che Stati e governi spulcino carte e documenti, ma il torneo inizia sabato e l’unica cosa certa è che Nole non sarà in campo, prigioniero del suo caso. Le tinte noir con cui sono dipinti protagonisti e componenti di questa vicenda, marginalmente persino il governo australiano che dell’arrivo di Djokovic era informato da tempo, condensano il peggio dell’umanità contemporanea, rivelando ancora una volta la mancanza assoluta di coerenza e di ideologia pura, soprattutto da parte di chi si erge a paladino dei diritti umani.

Se sei un no-vax, a un torneo riservato a sì-vax non ci vai e non produci scartoffie per aggirare l’ostacolo. Se organizzi un torneo sì-vax, un no-vax non lo inviti. Se invochi la libertà planetaria, dovresti cominciare a conoscere a fondo la storia insanguinata del tuo Paese per ottenere la sua. Se sai che sta per mettere piede sul tuo suolo un fuorilegge, lo avvisi prima e comunque poi fai benissimo a “carcerarlo”, in nome dei tuoi connazionali che hai “carcerato” da 22 mesi per la loro stessa prevenzione. E se sei la bella compagna o ex del protagonista, dovresti apparire in qualche maniera magari un po’ ambigua, altrimenti che ci mettiamo nella seconda stagione della serie?

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