LE NUOVE REGOLE: PER TORNARE A SCUOLA CI VUOLE LA LAUREA AD HARVARD

Non oso neanche un temerario tentativo di spiegazione pratica, perché la sfida è al di sopra delle mie facoltà mentali. Le prendo, le copio e le incollo dal valoroso sito “Orizzontescuola.it”, che smisuratamente ringrazio per il gravoso compito svolto, autentica assistenza sociale: eccole qui, snocciolate alla lettera, le nuove norme anti-Covid che garantiranno un pronto ritorno a scuola di tutti quanti, a tutte le età, come annunciato con adeguata enfasi dal ministro Bianchi (e figuriamoci se lui può dar retta ai presidi che implorano per uno spostamento della ripresa, causa 20mila insegnanti e 300mila alunni infetti).

Scuola dell’infanzia (asilo)
“Già in presenza di un caso di positività, è prevista la sospensione delle attività per una durata di dieci giorni”. (NDR: se si fermavano qui, estendendo la norma all’intera scuola, ne saremmo usciti tutti meglio. Invece no).

Scuola primaria (Scuola elementare)
“Con un caso di positività, si attiva la sorveglianza con testing. L’attività in classe prosegue effettuando un test antigenico rapido o molecolare appena si viene a conoscenza del caso di positività (T0), test che sarà ripetuto dopo cinque giorni (T5). In presenza di due o più positivi è prevista, per la classe in cui si verificano i casi di positività, la didattica a distanza (DAD) per la durata di dieci giorni”.

Scuola secondaria di I e II grado (Scuola media, liceo, istituti tecnici, eccetera…)
“Fino a un caso di positività nella stessa classe è prevista l’auto-sorveglianza e con l’uso, in aula, delle mascherine FFP2. Con due casi nella stessa classe è prevista la didattica digitale integrata per coloro che hanno concluso il ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni, che sono guariti da più di 120 giorni, che non hanno avuto la dose di richiamo. Per tutti gli altri, è prevista la prosecuzione delle attività in presenza con l’auto-sorveglianza e l’utilizzo di mascherine FFP2 in classe”.

Non allungo di una parola, non provo a chiarire, sto fermo e non tocco niente: non voglio aggiungere nebbia al nebbione in val Padana. Mi limito però a una doverosa, sconsolata, penosa domanda: come può pensare un cervello umano, tra l’altro un cervello umano chiamato ad assolvere compiti di alta responsabilità nazionale, come può anche solo immaginare che questo decalogo venga compreso e applicato rapidamente dai legittimi destinatari, presidi, insegnanti, famiglie, studenti un po’ più grandi?

Se c’è una stagione nella quale abbiamo tutti bisogno di poche norme, poche e chiare, poche e ferme, a prova di qualunque equivoco e di qualunque pigrizia, la stagione è questa. E se c’è un ambiente, un mondo, un sistema che più di tutti gli altri ne ha bisogno, questo sistema è la scuola. Piccolo promemoria aggiuntivo: da anni questa belle gente ci sta facendo una testa così con il mantra della “semplificazione”.

Appunto. Il risultato è qui da vedere: ci viene più semplice decodificare gli algoritmi di Google. Per dire a quale livello di spaventosa dissociazione mentale siano arrivati ormai là dentro, nel tragico Ministero della pubblica distruzione.

 

Un pensiero su “LE NUOVE REGOLE: PER TORNARE A SCUOLA CI VUOLE LA LAUREA AD HARVARD

  1. Fiorenzo Alessi dice:

    Egr. Direttore – Dott. Cristiano Gatti,
    mi creda , quanto lei rimarca da par suo fa parte, purtroppo, del cd. quotidiano.
    Sempre, ed in ogni ambito, c’è “…bisogno di poche norme, poche e chiare, poche e ferme..”.
    Nel Bel Paese così non era, non è , e non vedo nulla all’orizzonte che mi faccia sperare che così non sarà.
    Con Manzoniano richiamo, ed ammesso (ma non concesso) che se ne abbia un minimo di conoscenza , dicono qualcosa a qualcuno le “grida” per debellare la dilagante presenza dei”bravi” ?
    Non so se varrà a rendere l’idea.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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