“COVID, DUE ANNI DOPO: PERCHE’ NON POSSO PERDONARE”

La signora Grazia Lo Conte piange una persona molto cara, morta a Bergamo durante i primi giorni della pandemia, la pandemia epocale di cui in questo marzo 2022 ricorrono i due anni esatti. A dimostrazione che chi ha subito un lutto in quelle ore buie non può e non riesce a dimenticare, la signora ci ha inviato una lettera che doverosamente pubblichiamo: 

“Mi rivolgo con questi miei pensieri alle autorità politiche e sanitarie di Bergamo e della Lombardia, nei giorni in cui il ricordo di tutte le vittime della pandemia del marzo 2020 e oltre, è ancora e sarà sempre lacerante.
– Questi sono i giorni in cui non avreste mai dovuto inculcare nei cittadini la convinzione che il Covid
fosse solo un po’ più pericoloso di un’influenza.
– Questi sono i giorni in cui non avreste dovuto consentire lo svolgimento della partita Atalanta-Valencia con 35.000 spettatori, 17mila dei quali risultati contagiati (come risulta da indagini svolte e pubblicate sui media).
– Questi sono i giorni in cui avreste dovuto chiudere subito gli ospedali di Nembro e Alzano e non lo
avete fatto.
– Questi sono i giorni in cui non avete avuto l’umiltà di guardarvi intorno e imitare i comportamenti dei
Veneti, sicuramente più adeguati dei vostri.
– Questi sono i giorni in cui non avreste mai dovuto riempire la città con i poster: “Bergamo non si
ferma”, “Milano non si ferma”!
– Questi sono i giorni in cui avreste dovuto mettere da parte la vostra “mentalità palancaia” e pensare che la vita di migliaia di persone valesse più della vostra, tanto vantata, supremazia economica.
– Questi sono i giorni in cui dovrete sempre ricordare il breve e sentito monito del Presidente della
Repubblica Mattarella, del 28 giugno davanti al cimitero di Bergamo, con il quale invitava tutti a “NON
RIPETERE MAI PIÙ I RITARDI E GLI ERRORI DEL PASSATO”.
– Questi sono i giorni in cui ricordare e ringraziare tutto il personale medico e paramedico, che si è tanto
impegnato, ma non ha potuto fare altro che prendersi cura e accompagnare le frotte di ammalati, dal
corridoio alla camera, dalla camera alla sub-intensiva, dalla sub-intensiva all’intensiva, dall’intensiva alla
bara.
– Questi sono i giorni in cui ricordare la struggente canzone che Roby Facchinetti dedicò a Bergamo e
che nel finale recita: “Questi giorni cambieranno i nostri giorni, ma stavolta impareremo un po’ di più”.
Imparate, imparate e non dimenticate!

Chi, come me, ha perso una persona cara nella tragedia di Bergamo, non dimenticherà, e forse non
perdonerà mai, chi avrebbe dovuto spegnere la miccia prima che la bomba scoppiasse.
Questi sono pensieri per non dimenticare il passato, anche in questi momenti di apprensione e di angoscia,
per avvenimenti ancora più tragici.

Grazia Lo Conte

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