COSA CERTIFICA IL CERTIFICATO DI ZANIOLO

Nicolò Zaniolo, di anni ventitré. All’anagrafe. Ho specificato l’età per meglio comprendere la questione. Il ragazzo gioca a pallone e anche bene, disputa campionati di serie A vestendo la maglietta della Roma ed è anche convocato per la nazionale allenata da Roberto Mancini.

Il problema non è questo. Il problema è che Nicolò Zaniolo è un esempio della nuova generazione di atleti, belli, poderosi, palestrati, profumati, pettinati, ricchi ma sempre mocciosi, pronti alla bestemmia e all’insulto ma anche attaccati alle gonne, di una madre o di una fidanzata.

Fino a qualche mese fa era l’idolo della folla romanista, il dopo Totti stava nei suoi piedi, poi è arrivato Dybala ed allora i curvaioli della “maggica” hanno cambiato oggetto del piacere, l’argentino eccita anche con un leggera mossa d’anca.

Allora Nicolò Zaniolo ha messo le paturnie: come, lui arriva per ultimo e lo coprite di stramilioni e a me roba piccola? Insieme con il suo agente procuratore ha pensto di cercare una nuova squadra, il Milan, forse e anche chissà un club inglese, entrambi di colore rossonero. Poi il gruppo Maldini ha nicchiato, non è che il popolo milanista dimostrasse fervori per il ragazzino viziato, la Premier si è presentata con l’offerta del Bournemouth, roba di bassa classifica ma sempre football made in England e con moltissime sterline, il doppio degli euro romani e romanisti. Secondo capricci tipici Nicolò Zaniolo ha snobbato la proposta, sperando di trovare qualcosa di più invitante, gli inglesi hanno provveduto a prelevare tale Traorè e quando il romanista all’ultimo momento di mercato si è pentito dicendo di essere pronto a trasferirsi sull’isola gli hanno sbattuto un bel f..off. Con la Roma ormai la situazione era da Forum con i Friedkin e Mourinho al posto della Barbara Palombelli, litigi condominiali.

Come gli accadeva a scuola, il ragazzo ha presentato al club giallorosso un certificato medico che giustificava un malessere e una crisi psicologica causate da minacce di morte e affini, ricevute da quattro delinquenti che in automobile si erano presentati nel garage di casa, mettendogli addosso il terrore e il desiderio di fuggire dalla città eterna, insieme con la madre e il padre. Nel documento del medico si certificava come il paziente abbisognasse di trenta giorni di riposo.

Compreso che la situazione stava sfuggendogli di mano, Zaniolo ha spedito due righe di scuse alla Roma, usando un’agenzia di stampa, invece di presentarsi personalmente in sede. Gli americani padroni e il portoghese Mourihno, vecchie volpi del mondo dei denari, hanno capito che il moccioso andava sistemato, lo hanno inserito nella lista Uefa per evitare conseguenze di bilancio, ma lo hanno mandato al prato, come si usa con i cavalli, dunque allontanandolo dalla prima squadra.

Non si hanno notizie di solidarietà da parte dei colleghi calciatori o di quelli della Bobo Tv, nessuna parola ufficiale del club, nessuna notizia dei componenti la squadraccia che nottetempo si era infilata nel box di casa Zaniolo, il nostro meraviglioso pubblico gode di protezione eterna, come la capitale.

Totale: Zaniolo gode del reddito di cittadinanza calcistica, su cifre considerevoli, la Roma lo punirà con multa pesante, ma fino a marzo, come minimo, non potrà contare sulle sue prestazioni. Il certificato all’italiana non transige. Prevedo che il caso umano finirà in qualche programma televisivo o su Bobo Tv, il ragazzo è fragile, la gloria è effimera, sui muri della capitale sono apparse scritte oscene, insulti, inviti a sparire dalla circolazione, roba che non fu riservata nemmeno al canaro o a BM. Si prevedono altri sviluppi, Zaniolo cambierà domicilio, dipende da quello che gli dirà sua mamma oppure dalle scelte del procuratore. Arriverà pure il giorno in cui saprà pensare da solo. Nicolò Zaniolo va capito: ha soltanto ventitré anni. Come “se dice arrRoma”: So’ ragazzi.

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