COM’E’ CHE PARLANDONE DA VIVO LA VENIER COMMEMORA IL PUPONE

Francesco Totti é vivo e regna assieme a noi. Ma per Mara Venier ei fu, siccome mobile, però meglio commemorarlo tra lacrime e struggimenti da buoni ascolti televisivi. “Il pupone ci piaceva così”, dice commossa e assorta la Venier quando sfumano le immagini antiche di Totti che chiede il sostegno degli italiani per superare il suo ultimo giorno col pallone. Per la serie, ricordiamolo com’era, parlandone da vivo.

Non c’è da stupirsi, l’ignoranza lessicale domina ovunque, dai ministeri fino agli studi televisivi di qualunque rete ed emittente. Basta buttarla sul pianto e la commozione sale tra gli astanti, dopo una brevissima pausa parte l’applauso e torna il sorriso sul mascara prima che questo si sciolga come nero di seppia su visi carichi di cerone.

Er Pupone non poteva immaginare di dover dribblare corna e cimici, abituato a essere marcato a uomo, è incappato nei pedinatori, ao’ è brutta la vita quando al posto del gol ce sta’ er gossip. E la moglie sua gli fa il cucchiaio portandosi via orologi e altri ninnoli.

La Venier celebra la scomparsa della coppia reale de noantri, tra esperti – di matrimoni sfasciati e tresche esterne – e vecchi amici (Alex Nuccetelli, il braccio destro, per la serie Francè è troppo bbbuono). Lui, Francesco Pupone, si tocca, cos’altro può fare: non si sa mai, magari la bionda e avvolgente MaRai si è portata avanti con il lavoro.

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