AL BAR RAI, SERVIZIO PUBBLICO DELLO SBRACO

E sì che ormai i bar sono milioni. Vero, si sono moltiplicati in rete (niente caffè, niente toast, niente Spritz), ma insomma sono luoghi franchi dove ognuno può dire quello che vuole, su chi vuole, con il linguaggio che vuole. Su ogni argomento. I filtri del web non filtrano niente di niente, quindi sono lecite e sdoganate bestemmie, insulti, parolacce, volgarità di qualsiasi natura e specie, minacce persino.

Ma la RAI no, dai, la RAI non è un bar. Non si può ridere della lingua cinese e storpiarla, prendere in giro le fattezze delle atlete, fare squallide battute sessiste e raccontare barzellette sconce. Nè si può incolpare di questo il “mute”, quel tastino – una volta era rosso – che esclude il microfono del telecronista dall’onda, cosicché le sue scemenze verbali restano chiuse in cabina. Né tanto meno si può incolpare un tecnico distratto che fa diventare quella stessa onda un fuori onda. Ormai chiunque vada in tv dovrebbe conoscere e temere i fuori onda, se ha un quoziente di malizia (più che di intelligenza) appena sufficiente.

Decisamente, non è stato quest’ultimo il caso di Lorenzo Leonarduzzi e Massimiliano Mazzucchi, sorpresi (dagli ascoltatori, non dai loro responsabili) nei commenti di cui sopra, che schernivano le atlete e gli atleti impegnati nei Mondiali di nuoto. Battutacce reiterate e riportate da ogni quotidiano: tutti hanno dedicato alla faccenda pagine intere, in queste ore.

Ho conosciuto Leonarduzzi a suo tempo. Ne ho il ricordo lontano di una persona educata e discreta, appassionato del suo lavoro e dello sport, eppure divenuto avvezzo a questi scivoloni – contando un paio di precedenti simili, non proprio edificanti -. Si cambia, negli anni, acquisendo talvolta una disinvolta tendenza all’umorismo da bar che, appunto, molti miei colleghi esercitano anche e soprattutto sui social, attraverso un’autoreferenzialità sconfinata. Ecco cosa c’entra (spesso) Twitter con il giornalismo di oggi : è una deriva incontrollata.

Mentre tutti si scagliano contro i colleghi Leonarduzzi e Mazzucchi, giustamente sospesi e richiamati in Italia con il primo volo disponibile, vorrei aprire un ultimo spioncino. Il loro comportamento è stato denunciato da mail, post e messaggi del pubblico che stava seguendo: non risulta infatti che dalla regia remota del coordinamento RAI fosse – nel frattempo – esplosa la reprimenda. Siccome ogni volta che parliamo di baby gang, bullismo a scuola, reati ed escandescenze minorenni, accendiamo i riflettori sui genitori, vogliamo dire qualcosina sui responsabili del prodotto RAI “Mondiali di nuoto Giappone 2023”? Magari il livello delle trasmissioni e delle dirette è alto, quasi ineccepibile, ma è evidente come non siano ammesse distrazioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *