Tutto molto bello, avrebbe detto Bruno Pizzul. Le riserve dell’Italia fanno cose turche e vincono la partita dominando l’avversario, nel gioco, nella corsa, nella tecnica, nel risultato, molti gol e molta qualità.
Ora si dovrebbe spiegare perché mai i nuovi otto mandati in campo da Mancini siano riusciti a fornire una prestazione opposta a quella dei loro sodali più importanti, fiacchi, sbattuti e battuti dal Belgio.
Dove sta la verità? Erano fortissimi i belgi, sono stati scarsissimi i turchi? La folla ha incominciato a urlare “dimissioni, dimissioni”, Malagò ha chiesto se la richiesta fosse a lui rivolta, la persona di fianco, Simonelli capo della lega di A, si è rincuorato avendo temuto di essere lui l’oggetto dei fischi, tutto questo visto il giro di fumo tossico che circola in Italia, in verità il pubblico non ne può più di Vincenzo Montella che, dopo la disfatta, potrebbe anche essere liquidato.
Torno agli azzurri bravi e belli. La pioggia ha agevolato la corsa e il recupero fisico, disoccupati i difensori nel primo tempo, qualche distrazione nella ripresa, ma luce abbagliante di Kayote che è altra cosa rispetto a Di Lorenzo, anche se in quel corridoio si aspetta il ritorno di Palestra. Bene il centrocampo, più ordinato e pratico con Fagioli che, secondo il raffinato profeta Cassano, “è scarso e può giocare al massimo nella nazionale cantanti”, accanto a Fagioli è stato lineare Tonali, ma le cose buone si sono viste con Frattesi e Raspadori, esodati da Chivu e Conte, bene gli Esposito Brothers, tecnica e potenza distribuite in famiglia, ma che starà pensando Kean?
I turchi? Soltanto Arda Guler, il resto ha giocato come noi contro il Belgio.
Note di folklore: l’enfasi della telecronaca Rai ha accompagnato ogni azione degli azzurri, ho segnato alcuni passaggi degni della Treccani: ”..Il calcio non deve essere sempre verticale ma anche orizzontale e obliquo…”, “si vede Mancini che dice Raspa, Raspa, vieni qua”, e ancora: “…Giocano a calcio e si vedono le spaziature…”, “Arda Guler predica nel deserto..”, ma soprattutto andrà ricordato il maestoso do di petto di Adani: “…siamo un po’ libertini nel secondo tempo..”, sconcertati i famigliari degli azzurri, ‘sti ragazzi depravati e dissoluti in terra ottomana.
Sono state profonde riflessioni che inducono a cambiare giudizi, ma anche mestiere.
Totale: siamo secondi con il Belgio, alle spalle della Francia capolista a 6 punti, venerdì la nazionale andrà a Parigi, la Francia è senza Mbappé, i perfidi francesi dicono che è meglio, l’”Egoiste” è insopportabile, prevedo domande a Zidane su Materazzi, l’Italia s’è desta, allonsenfants. L’unico pericolo: essere libertini a Parigi.
