TRASH LUCIANA CHE NON FA RIDERE PIU’ NESSUNO

di GIORGIO GANDOLA – Si sono ribellati tutti. Il pomello di Luciana Littizzetto ha suscitato lo scandalo e il furore, nessuno gliel’ha perdonata. La battuta aveva la pretesa di essere fine, a “Che Tempo Che Fa”. Davanti a Wanda Nara nuda a cavallo come lady Godiva, la pseudo comica aveva detto: “Chissà dov’è finito il pomello della sella, lei si arpiona così. Ha la Jolanda prensile”. Uscita fuori luogo e fuori tempo, anche il di lei marito Maurito Icardi avrebbe fischiato il fallo. Qui però peggioriamo tutto, meglio tornare nei binari e dare conto delle reazioni.

Femministe di complemento sulle barricate, l’accusa di sessismo è il minimo, la richiesta di provvedimenti nei confronti della spalla allegra di Fabio Fazio è una conseguenza doverosa. Qualcuno tira in ballo l’amministratore delegato della Rai, Fabrizio Salini, quello che stacca l’assegno di 11 milioni l’anno al bravo presentatore e al suo circo in calo di ascolti. Interviene Selvaggia Lucarelli a scudisciare la Luciana, le fa da corte tutto il web con frasi come «Battute a sfondo sessuale pronunciate da una donna fanno ancora meno ridere ma danno disgusto», «Se certe uscite le facesse un uomo lo avrebbero già radiato».

Sessismo, questione femminile, tutti contro tutti. E a trasformare l’uragano in tempesta perfetta ecco lo scrittore Massimiliano Parente: “Mi tocca difendere la Littizzetto dalle femministe. La parità è che si sia pari, non un vittimismo usato per prevalere con le lagne che offendono proprio le donne. Pensate solo a quante battute ha fatto la Littizzetto sui genitali di Fazio. Ma se ne fai una su una donna allora è sessismo, la più grande umiliazione inventata dalle femministe per umiliare le donne invece di liberarle”. L’arco costituzionale della morale pubblica è in agitazione, ciascuno dice la sua.

Noi vorremmo semplicemente prendere le distanze dalla canea per aggiungere un parere distaccato, anzi sfinito dall’usura: la Littizzetto non fa più ridere. Questo il vero problema. Non è un concetto femminista è neppure maschilista. Semplicemente è un giudizio di merito: la signora è alla frutta, è finita, non si regge più in piedi, ha imboccato da anni il viale del tramonto. È inutile aprirle l’ombrello del femminismo come se fosse Jane Fonda. Scarichiamo ”The End” dei Doors e ascoltiamola a tutto volume: è la colonna sonora del Littizzetto World. Da tre anni riusciamo perfino ad anticipare la battuta, da almeno cinque non riesce a farci muovere l’angolo della bocca se non con una smorfia di tristezza. Patetica anche la mossa della disperazione, per chi fa il suo mestiere: raschiare continuamente sul fondo del volgare più truce.

Meglio dirglielo in modo brutale, essendo una donna di mondo sicuramente preferisce. Arriva lei e come per magìa l’ambiente circostante si trasforma, diventa un bar freddo e poco accogliente. Battute vecchie, vanzinate da film di Natale già rivisto a Capodanno, riciclaggio molesto delle gag di Twitter della settimana prima. La “vispa Teresa piemontese” che doveva svegliare il serioso pubblico di Raiuno, in realtà lo mette a nanna. Ventimila euro a puntata, 2000 euro al minuto per fare l’analisi della parola “suca” (tanto per rimanere a Oxford, ma parlando della sua fenomenologia non potevamo pretendere di esplorare i misteri di Hegel). E magari scoprire che è stata usata per una tesi di laurea a Palermo.

Ormai stona come quando cantava da promessa sposa gabbata in “Tre uomini e una gamba”. Da lì è salita e lì – a un ruolo comprimario da avanspettacolo – è tornata. La sua fortuna è lui, Fabio Fazio detto il Fratacchione. Fosse la comica di un altro programma sarebbe già stata congedata con una scatola di cioccolatini. Ma fino a quando il sosia di Bashar El Assad (nonché presentatore più filogovernativo dai tempi di Pippo Baudo) sarà in auge, dovremo continuare a sorbirci i pomelli di milady. E far finta di ridere per non sembrare sessisti.

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Un commento su “TRASH LUCIANA CHE NON FA RIDERE PIU’ NESSUNO

  1. Fiorenzo Alessi il said:

    Caro dott. Giorgio GANDOLA,
    Lei ha l’arte sopraffina , ed il coraggio, della verità che stronca .
    Nulla da aggiungere al suo elogio esequiale di una tipa che se anche sparisse all’improvviso in pochi ne sentirebbero la mancanza.
    Lei ed il compare , artisticamente (si fa per dire…) sodale della specie più zerbiniana che possa esistere sulla faccia della terra.
    Un tizio …fazioso che le fa da rianimatore e che a definire ruffiano si offenderebbero i ruffiani, quelli veri .
    Quanto ai danari che il servizio pubblico elargisce a questi due , con i quali si potrebbero fare non so quante opere di bene (si dice ancora così ?) , vale l’aurea regola del mercato . Come in quello delle vacche. Sempre mercato è.
    Cordialmente.
    Fiorenzo Alessi

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